The Project Gutenberg EBook of Maternit, by Roberto Bracco

This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
almost no restrictions whatsoever.  You may copy it, give it away or
re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
with this eBook or online at www.gutenberg.org


Title: Maternit
       Dramma in quattro atti

Author: Roberto Bracco

Release Date: July 20, 2013 [EBook #43260]

Language: Italian

Character set encoding: ISO-8859-1

*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK MATERNIT ***




Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online
Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This
file was produced from images generously made available
by The Internet Archive)






                            ROBERTO BRACCO

                                TEATRO

                             VOLUME QUINTO


                    =MATERNIT= -- IL FRUTTO ACERBO


                         3 EDIZIONE RIVEDUTA.



                        REMO SANDRON -- Editore
                       Libraio della Real Casa
                        MILANO-PALERMO-NAPOLI




PROPRIET LETTERARIA

_I diritti di riproduzione e di traduzione sono riservati per tutti i
paesi, non esclusi i Regni di Svezia e di Norvegia._

 assolutamente proibito di rappresentare questi lavori senza il
consenso scritto dell'Autore _(Art. 14 del Testo Unico 17 Settembre
1882)_.

Published in Palermo, 10th. June. Privilege of Copyright in the United
States reserved under the Act approved March 3rd. 1905, by Roberto
Bracco and Remo Sandron.

OFF. TIP. Sandron -- 41 -- I -- 310113.




MATERNIT

_Dramma in quattro atti._

Rappresentato per la prima volta dalla Compagnia TINA DI LORENZO --
FLAVIO AND al teatro _Manzoni_ di _Milano_ nel _febbraio_ del _1903_.




PERSONAGGI:

    LA MARCHESA CLAUDIA DI MONTEFRANCO
    IL MARCHESE ALFREDO DI MONTEFRANCO
    MAURIZIO DORINI
    IL DUCA DI VIGENA
    ROSALIA
    TERESA
    SUOR FILOMENA
    OLGHINA
    FILIPPO
    DECIO, _domestico_ di MAURIZIO DORINI
    UN SERVO del MARCHESE DI MONTEFRANCO
    TRE BIMBI

A Napoli, e presso Napoli.




ATTO PRIMO.

_Un salotto da celibe in casa di MAURIZIO DORINI. -- Una porta in fondo.
Una porta laterale. -- Una finestra. -- Alla porta in fondo, una pesante
portiera a guisa di cortina._


SCENA I.

OLGHINA, DECIO, _la voce di_ MAURIZIO.


OLGHINA

_(entra dalla porta laterale con in capo il cappello, infilando le
maniche dell'abito. Apre la finestra. Respira giocondamente.)_ Ah! Che
bella giornata! _(Tocca il bottone del campanello elettrico.)_

_La voce di_ MAURIZIO

Non fare complimenti, Olghina. Comanda quello che vuoi.

OLGHINA

Non faccio complimenti, grazie!

DECIO

_(entra dal fondo e si avvicina a lei.)_ Caff nero? Caff e latte?
Cioccolata? T? Burro? Confettura?

OLGHINA

_(timida)_ Del caff e latte e del burro.

DECIO

_(esce.)_

OLGHINA

_(siede presso un tavolino e aspetta.)_

_La voce di_ MAURIZIO

Olghina, hai dimenticato i guanti.

OLGHINA

Portameli tu, se hai fatto il tuo bagno. Mi manderesti via senza
salutarmi?

_La voce di_ MAURIZIO

No, cara. Mi vesto e vengo.

DECIO

_(ritorna. Porta e mette sul tavolino un vassoio con tutto
l'occorrente.)_ Faccio io?

OLGHINA

Fate voi.

DECIO

_(servendo)_ Basta zucchero?

OLGHINA

Basta.

DECIO

Basta latte?

OLGHINA

Basta.

DECIO

Basta caff?

OLGHINA

Basta.

DECIO

_(indicando)_ Basta pane e burro?

OLGHINA

S, basta.

DECIO

Tutto a discrezione. Questi sono gli ordini che ho ricevuti.

OLGHINA

_(cerimoniosa)_ Troppa cortesia!..... _(Chiamando)_ Maurizio!

_La voce di_ MAURIZIO

Amore mio!

OLGHINA

E tu, non pigli niente?

_La voce di_ MAURIZIO

A quest'ora, mai. Sarebbe come un veleno per il mio stomaco.

DECIO

_(sottovoce)_ Fa colazione ogni giorno alle dodici precise. E alle
dodici meno un minuto beve un bicchierino di aperitivo. Questa  la
regola. Ah, lui  un orologio! Vi ci troverete benissimo. Tutto sta a
capire le sue abitudini. Io mi ci trovo bene, perch le ho capite. 
vero che una cosa  fare il domestico e un'altra  fare... quello che
fate voi. Ma siamo pagati tutti e due, e, se non lo accontentiamo...

OLGHINA

Io spero di accontentarlo.  cos buono!

DECIO

_(confidenzialmente)_ E poi le tratta ottimamente le donne. Nessuna si 
mai lamentata.

OLGHINA

Ne cambia spesso?

DECIO

No.

OLGHINA

Si vede che  molto delicato.

DECIO

Le tratta, vi dico, come se fossero sua moglie.

OLGHINA

Difatti. Stanotte mi  parso proprio che avevo un marito. Ho potuto
dormire tranquillamente.

DECIO

E quando ci si dorme sopra.... tutto va bene.

_La voce di_ MAURIZIO

Decio! Decio! Prepara i manubri.

DECIO

_(da un angolo della camera, prende i manubri, li porta nel mezzo e li
spolvera.)_

OLGHINA

A che servono?

DECIO

Fa la ginnastica per riscaldarsi.


SCENA II.

MAURIZIO, OLGHINA _e_ DECIO.


MAURIZIO

_(entra dalla porta laterale fregandosi le mani. Cava di tasca un paio
di guanti e li porge a Olghina.)_ I tuoi guanti.

OLGHINA

Come sei gentile!

MAURIZIO

Chi  che ha aperto quella finestra?

OLGHINA

Io.

MAURIZIO

_(rabbrividendo)_ No, bambina! Non lo fare pi. Dopo il bagno freddo,
una finestra spalancata  la morte. Chiudi, Decio! Chiudi.

DECIO

_(esegue)._

OLGHINA

Scusami. Non sapevo.

MAURIZIO

_(cominciando le sue esercitazioni con i manubri)_ Mi permetti, eh?

OLGHINA

_(bevendo l'ultimo sorso)_ Ti prego.

MAURIZIO

Ho dei brividi addosso e bisogna che affretti la reazione, altrimenti mi
busco un malanno. Gi,  cos: se non dormo le mie otto ore di sguito,
resto sconcertato. Sbarazza, Decio.

DECIO

_(a Olghina)_ Basta zucchero? Basta caff? Basta latte? Basta pane e
burro?

OLGHINA

Non desidero altro. Sbarazzate.

DECIO

_(esegue.)_

MAURIZIO

_(a Decio che sta per uscire)_ Ehi! Alle dodici...

DECIO

Colazione.

MAURIZIO

Alle dodici meno un minuto...

DECIO

Aperitivo. _(Via dal fondo.)_

    _(Un silenzio.)_

MAURIZIO

_( tutto intento alle esercitazioni ginnastiche.)_

OLGHINA

Ne hai per un pezzo?

MAURIZIO

Ancora un poco. Ma tu parla pure.

OLGHINA

Volevo domandarti...

MAURIZIO

Domanda, cara.

OLGHINA

Sei stato contento di me?

MAURIZIO

Diamine! Sono io che ti ho scelta. Sono io che ti ho pregata.

OLGHINA

Temevo che...

MAURIZIO

Ma no.

OLGHINA

Hai detto di non aver dormito abbastanza.

MAURIZIO

Su questo, ci accomoderemo.

OLGHINA

Certo.

MAURIZIO

La cosa che m'impensierisce un pochino  un'altra.

OLGHINA

Dimmela subito.

MAURIZIO

Noi non ci vediamo che tre volte la settimana...

OLGHINA

L'hai voluto tu.

MAURIZIO

E cos dev'essere. Per chi tocca la quarantina... la salute prima di
tutto.

OLGHINA

E dunque?

MAURIZIO

Ma quando tu non sei occupata con me, probabilmente... non starai in
ozio.

OLGHINA

Sei geloso?

MAURIZIO

Neanche per sogno. Senonch, io vorrei sapere chi ... il mio collega.
Con certe cose, non si scherza.

OLGHINA

Quando avr la proposta di qualche altro, te ne informer. E se egli non
ti garba, non ne far niente.

MAURIZIO

Questo significa essere una ragazza a modo.

OLGHINA

Ma se  di tuo gusto, io concludo.

MAURIZIO

Perfettamente!

OLGHINA

Per... pensavo...

MAURIZIO

Tu pensavi?  un bel fenomeno!

OLGHINA

Mettiamo che sarete in due.

MAURIZIO

Mettiamo che saremo in due.

OLGHINA

Potr darsi il caso che io....

MAURIZIO

Che tu?...

OLGHINA

_(con reticenza)_ Lo dicono tutti che somiglio a mia madre quando era
giovane!

MAURIZIO

Brava!

OLGHINA

Mia madre, alla mia et,... cominci a far figliuoli.

MAURIZIO

_(lasciando d'un colpo i manubri, che cascano rumorosamente)_ Eh?!

OLGHINA

Se ne faccio uno io, chi sar il padre?

MAURIZIO

Nessuno!

OLGHINA

Come _nessuno_?!

MAURIZIO

Ma che idee malinconiche adesso ti passano per la mente? Mi sentivo
meglio, ed ecco che il sangue mi  affluito alla testa. Avr l'emicrania
tutta la giornata.

OLGHINA

No, non temere. Io non sarei una di quelle che, col pretesto dei bimbi,
si aggrappano agli uomini e diventano un empiastro. Non te ne darei mai
dei fastidi.

    _(Pausa.)_

MAURIZIO

_(preoccupato)_ Non  questione di fastidi. _(Mettendo a posto i
manubri)_ Ci che hai detto, bambina mia,  pi serio che tu non creda,
perch, in sostanza, se quel caso si desse, non ci sarebbe nemmeno da
seguire... l'impulso della propria coscienza! La paternit  un fatto
cos elastico, cos indeterminabile!... Come diavolo si potrebbe
appurare la verit?

OLGHINA

Appunto. Hai ragione tu... Nessuno sarebbe il padre.

MAURIZIO

Senti: visto che ci sono di queste probabilit, lasciamo andare. Meglio
non vederci pi.

OLGHINA

Sei cattivo!

MAURIZIO

Se fossi cattivo, farei il comodo mio! Invece, no. Io mi conosco. Con un
tale pensiero nella testa, io non vivrei pi in pace. Ne piglierei una
malattia. Senza dire poi che diventerei... inabile a qualunque pratica
galante! No no! Non ci dobbiamo pi vedere.

OLGHINA

Io mi ci sono affezionata a te.

MAURIZIO

Di gi?!

OLGHINA

Stiamo insieme da undici ore.

MAURIZIO

Hai l'affetto galoppante!

OLGHINA

E non voglio finirla. Tu mi tratti bene. Mi tratti come una signora....
come una moglie... Sei contento di me.... E piuttosto che finirla,
preferisco di non prendere nessun altro.

MAURIZIO

Io ti ringrazio del gentile pensiero, ma con questo non si rimedia che
in parte.

OLGHINA

Al resto provvedo io.

MAURIZIO

_(con bont)_ A che cosa vuoi provvedere, tu?

OLGHINA

_(dopo un istante di riflessione, con un po' di tristezza, decide)_
Allora... te lo prometto: cercher... di non fare come mia madre.

MAURIZIO

Ora s che possiamo intenderci. Sei veramente una ragazza garbata. Qui,
qui, un bacetto, e a rivederci.

OLGHINA

_(gli d un bacio.)_ A domani sera?

MAURIZIO

A domani sera, carina.

OLGHINA

    _(esce dal fondo.)_

MAURIZIO

_(toccandosi le tempie)_ Ahi, ahi, ahi! L'emicrania!... Un poco di
riposo mi giover. _(Si stende sopra il canap.)_


SCENA III.

MAURIZIO, DECIO, DONNA CLAUDIA.


DECIO

_(entra lemme lemme con la sua aria stupida.)_

MAURIZIO

Non disturbarmi, Decio. Ho l'emicrania. Finch non viene il marchese di
Montefranco, lasciami riposare.

DECIO

Non posso. Di l, ce n' un'altra.

MAURIZIO

Ce n' un'altra!?

DECIO

Un'altra donna. Per un punto non si sono incontrate tutte e due!

MAURIZIO

E chi ?

DECIO

Non ha voluto dire il suo nome. Io intendevo di rimandarla, perch
sapevo che.... essendoci stata quella l... non c'era pi speranza... di
niente. Ma ha insistito.

MAURIZIO

Che aspetto ha?

DECIO

Buono.

MAURIZIO

Che vuol dire _buono_?

DECIO

Belloccia... elegante...

MAURIZIO

Una _cocotte_?

DECIO

_(filosoficamente)_ Chi lo sa! Le _cocottes_ dalle signore io non le ho
mai saputo distinguere.

MAURIZIO

Giacch ti sei preso l'incarico di annunziarla, la devo ricevere per
forza. Falla passare.

DECIO

_(via.)_

MAURIZIO

_(tra s)_ Santo cielo! Chi  che viene a seccarmi a quest'ora?

CLAUDIA

_(entra dal fondo.)_

MAURIZIO

_(scatta in piedi in un sussulto di meraviglia_.) Voi, marchesa!

CLAUDIA

Vi sembra strano che io vi faccia una visita?

MAURIZIO

_(confuso)_ Non lo nego... Mi sembra stranissimo... Io non ho mai
sperato d'avere questo onore... E poi... alle undici del mattino... Non
so... Non intendo... E vi chiedo perdono, marchesa... della mia... delle
mie... dei miei...

CLAUDIA

Dei _vostri_?...

MAURIZIO

No:... del mio imbarazzo, ecco. Accomodatevi, vi prego. Accomodatevi...
Io sono mortificato di dovervi ricevere in questo disordine, in questo
piccolo salotto... Se l'avessi saputo...

CLAUDIA

L'avreste fatto ingrandire?

MAURIZIO

S!... cio... forse... Scusatemi, marchesa, io sono emozionato!

CLAUDIA

Ma non c' di che. Calmatevi. Prendete fiato.

MAURIZIO

Non vi  accaduto nulla di grave?

CLAUDIA

Nulla, nulla. Non vedete che sono sorridente?

MAURIZIO

Lo vedo. Siete molto sorridente. E allora... io non mi spiego la
vostra... preziosa... inaspettata... inverosimile presenza in casa mia.
Certo, io sono un vostro antico e devoto servo, sono l'amico pi intimo
di vostro marito, ma sono anche...

CLAUDIA

Uno scapolo.

MAURIZIO

Uno scapolo.  la verit.

CLAUDIA

E una signora che alle undici del mattino bussa alla porta di uno
scapolo  una signora... Aiutatemi a dire...

MAURIZIO

Dite, dite voi.

CLAUDIA

 una signora... piuttosto bizzarra.

MAURIZIO

E piuttosto imprudente, mi permetterei di aggiungere.

CLAUDIA

Aggiungete senza cerimonie.

MAURIZIO

Imprudente, intendiamoci, dal punto di vista delle convenienze sociali.
La marchesa di Montefranco  tale donna da costringere al rispetto i pi
audaci; e io sono tale uomo da rispettare...

CLAUDIA

... anche le signore che vengono a vedervi alle undici del mattino?

MAURIZIO

Marchesa... una donna come voi  rispettabile a tutte le ore!

CLAUDIA

Resta a sapere se a tutte le ore  rispettoso un uomo come voi.

MAURIZIO

Certamente.

CLAUDIA

Mi fa piacere di apprenderlo. E poich avete di me e di voi questa
magnifica opinione, io ne profitto e vi chiedo un po' di ospitalit.
_(Siede.)_

MAURIZIO

_(sempre pi confuso)_ Voi, marchesa di Montefranco, chiedete ospitalit
a questo misero mortale?

CLAUDIA

Vorreste... indorare la pillola della paura.

MAURIZIO

Io non indoro niente.

CLAUDIA

Ma che avete paura si vede ad occhio nudo.

MAURIZIO

Tutt'altro! Soltanto, io supplico la vostra cortesia di non tacermi pi
oltre il motivo per cui vi degnate di chiedermi ospitalit.

CLAUDIA

Se io fossi nei vostri panni, la concederei sbito e illimitatamente.
_(Con grazia umoristica)_  vero che voi siete rispettoso e io sono
rispettabile; ma la rispettabilit d'una donna non  che un pallone di
carta. Un vento lo dirige di l, un altro lo dirige di qua... Poi, a un
tratto, si brucia in aria o si sgonfia e... cade dove meno lo credete.

MAURIZIO

_(sudando freddo e impappinandosi)_ Marchesa!...

CLAUDIA

Dio buono, non vi turbate di nuovo. Vi pare forse che la caduta sia
imminente?

MAURIZIO

Marchesa!...

CLAUDIA

Parola d'onore, se tutti i mariti avessero degli amici intimi come voi,
le povere mogli mi farebbero piet! Ma rassicuratevi. Il pallone di
carta  ancora gonfio.  ancora su. Non sono qui per offrirvi la mia
mano... sinistra.

MAURIZIO

Ne ho la profonda convinzione.

CLAUDIA

Io sono qui, a quest'ora, esclusivamente perch so che a quest'ora, di
solito, ci viene mio marito.

MAURIZIO

E appunto perci mi par di essere sui carboni ardenti.  indiscutibile
che se egli vi trova in casa mia, sar un fatto orribile! Io non sapr
come regolarmi, non sapr come salvarvi....

CLAUDIA

Siete d'una inesperienza commovente! Quando verr lui, io mi nasconder.
Si capisce.

MAURIZIO

Vi nasconderete?!

CLAUDIA

E ascolter, dalla prima all'ultima parola, la vostra conversazione.

MAURIZIO

_(cominciando a raccapezzarsi)_ Ah!... Questo  il vostro progetto?

CLAUDIA

Voi siete il confidente di mio marito. Egli  con voi come con un
fratello. Vi racconta tutto. Vi fa i suoi sfoghi. Vi rivela quel che
pensa, quel che sente, quel che desidera, quel che vuole, quel che gli
passa pel capo anche fugacemente, quel che per la pigrizia della sua
coscienza non rivelerebbe forse neppure a s stesso; ed io,
nascondendomi dietro un uscio di casa vostra quando egli  qui,
apprender tutto ci che non potrei apprendere altrimenti. N pi, n
meno. Che ve ne pare?

MAURIZIO

Un agguato!

CLAUDIA

Un po' di fotografia istantanea che una moglie applica al cervello di
suo marito. Il congegno  nuovo, semplice, carino, e di successo sicuro.

MAURIZIO

Ci vorrebbe poco a guastarlo, per altro.

CLAUDIA

Lo so. Basterebbe che avvertiste in tempo il vostro amico, dicendogli:
Attento che tua moglie  qui;  dietro quell'uscio, ti ascolta... Ma
voi non glielo direte.

MAURIZIO

Io glielo dir!

CLAUDIA

E avrete poi il modo di provare positivamente che la mia venuta in casa
vostra non sia stata un'imprudenza di amante? La vostra denunzia
parrebbe un espediente trovato con soverchia furberia per iscansare
l'eventuale pericolo della scoperta; e ogni sforzo per dimostrargli la
verit parrebbe, viceversa, artificio e menzogna. Voi compromettereste
me, io comprometterei voi, e tutt'e due comprometteremmo lui. E vi
avverto che ci metterei tutta la mia buona volont a compromettervi per
vendicarmi della vostra denunzia.

MAURIZIO

Sicch?

CLAUDIA

O passare per il mio amante senza esserlo e subire tutte le conseguenze
della compromissione, o rassegnarvi, almeno per una volta, a essere pi
amico mio che di mio marito.

MAURIZIO

O la borsa o la vita?!

CLAUDIA

Precisamente.

MAURIZIO

Ma passare per il vostro amante... senza nemmeno esserlo, sarebbe d'una
gravit eccezionale!

CLAUDIA

Pettegolezzi, responsabilit, duelli, processi! E, per giunta, una
figura alquanto odiosa al cospetto della societ...

MAURIZIO

Alquanto ridicola al cospetto mio!

CLAUDIA

Scegliete.

MAURIZIO

Sar il vostro complice, marchesa!

CLAUDIA

E farete una buona azione.

MAURIZIO

_(tentando ancora di cavarsi d'impaccio)_ Credo, nondimeno, che la mia
complicit non approder a niente. La vostra fantasia di moglie
diffidente immagina chi sa quali conversazioni sovversive fra me e lui.
S, di tanto in tanto,  possibile che egli mi faccia delle confidenze,
che mi chieda o mi dia dei consigli, che mi apra l'animo suo; ma dai
nostri colloqui non vengono mai fuori rivelazioni o indizi di cui voi,
che avete molto spirito e poche rosee illusioni, vi potreste
meravigliare o dolere. D'altronde, stamane egli potrebbe parlarmi di
cavalli, di automobili, dei sospetti che desta al _baccarat_ la vena di
Mario Gorlini; potrebbe parlarmi, non so, di tutto, fuorch di ci che
v'interessa, fuorch di ci che  oggetto dei vostri dubbi: e in tal
caso io avrei tradito l'amicizia senza neanche la soddisfazione d'avervi
reso un servigio. Via, marchesa, rinunziate.

CLAUDIA

Mio carissimo amico di mio marito, se i miei calcoli non sono sbagliati,
egli, stamane, non vi parler n di cavalli, n di automobili, n di
_baccarat_. Vedrete. L'uomo pi scaltro  sempre un po' un fantoccio
nelle mani d'una donna, sia pur essa la pi ingenua. Io non sono
ingenua, e mio marito non  scaltro.  convinto di esserlo, ma non lo .
Confondere lo scetticismo con la scaltrezza  un errore. Io ho dato la
corda al mio fantoccio, e, per oggi, egli non vi parler di cose futili.
Del resto, gliel'ho data senza nessuna maligna premeditazione. Ho
compiuto, anzi, un mio dovere, annunziandogli un fatto molto serio e,
per me, anche molto bello! Il suo contegno mi ha paralizzata. Ho sentito
il bisogno di conoscere tutto il suo pensiero. Ne ho sentito il diritto.
Tra breve, lo conoscer. E non c' altro.

MAURIZIO

Tutto questo, marchesa,  d'una solennit che m'impensierisce, che mi
sconvolge.

CLAUDIA

Io vi assicuro, mio buon Maurizio, che, mentre vi parlo, nessuna donna 
pi felice di me.

MAURIZIO

Io parteciperei volentieri alla vostra felicit se mi fosse consentito
di non trovarmi qui, vicino a voi.

CLAUDIA

Credete dunque proprio che stia per cascare il mondo?

MAURIZIO

Il mondo, no; ma una tegola sul mio capo, s. Io ne ho il presentimento.

CLAUDIA

_(alzandosi)_ Guardatemi in faccia e avrete invece il presentimento pi
lieto che si possa avere.

MAURIZIO

Ma  permesso almeno di saper la ragione della vostra insuperabile
felicit?

CLAUDIA

_(con gli occhi pieni di luce)_ Una ragione grande grande grande!

MAURIZIO

Che non volete dirmi?

CLAUDIA

Ve la dir lui, non dubitate.

MAURIZIO

_(sobbalzando)_ A proposito!... Egli pu capitarci addosso da un momento
all'altro. Entra, spesso, senza farsi annunziare. Per carit, marchesa,
non ci lasciamo sorprendere! Avete definitivamente deciso di aspettarlo?

CLAUDIA

Ne dubitate ancora?

MAURIZIO

Ebbene, se siete irremovibile, nascondetevi subito, e che Dio mi
protegga!

CLAUDIA

... Dove mi nasconder?

MAURIZIO

_(indicando l'uscio laterale)_ Qui, qui...

CLAUDIA

_(prima di aprire, maliziosamente)_ Che camera  questa?

MAURIZIO

_(imbarazzatissimo)_ Marchesa,  la mia camera... da letto. Ne sono
dolente, ma  cos.  la sola che sia attigua al mio salotto.

CLAUDIA

Meglio!  la camera pi compromettente. Ci mi garantisce la vostra
complicit. _(Apre. Guarda.)_ Camera da letto, per due?

MAURIZIO

Io... di notte... ho l'abitudine di...

CLAUDIA

Di raddoppiarvi?

MAURIZIO

Press'a poco, marchesa.

CLAUDIA

Meraviglioso!

MAURIZIO

Mah!

CLAUDIA

_(uscendo)_ Vi raccomando, Maurizio. Lasciatelo parlare.

MAURIZIO

Io ne piglio una malattia!

CLAUDIA

_(chiude.)_


SCENA IV.

MAURIZIO, DECIO, _indi_ ALFREDO.


MAURIZIO

_(in grande orgasmo, tocca, due, tre, quattro volte urgentemente, il
bottone del campanello elettrico.)_

DECIO

_(entrando, assume il suo aspetto di servo esperto.)_

MAURIZIO

Decio..., la signora di poco fa se n' andata.

DECIO

Diciamo cos, la seconda signora.

MAURIZIO

La seconda signora.

DECIO

Io, non l'ho vista uscire.

MAURIZIO

Perch sei uno stordito. _(Martellando le parole)_ Se ne  andata!

DECIO

_(ride)_ Eh eh eh!

MAURIZIO

Non ridere quando ti do degli ordini.

DECIO

Se ne  andata.

MAURIZIO

Se viene il marchese di Montefranco, pu entrare liberamente come al
solito.

DECIO

Il marchese  venuto un minuto fa.

MAURIZIO

_(spaventato)_ Santi numi! E che gli hai detto?

DECIO

L'ho pregato di aspettare un momento.

MAURIZIO

Non gli hai detto altro?

DECIO

Non una parola di pi. Conosco i miei doveri.

MAURIZIO

Va! Presto! Chiamalo! Presto, Decio! Muoviti! Muoviti!

DECIO

_(esce correndo.)_

MAURIZIO

Io ne piglio una malattia!

ALFREDO

_(entrando)_ Come?!... Sei solo?

MAURIZIO

O perch non dovrei essere solo?

ALFREDO

Il tuo servo mi ha fatto aspettare.

MAURIZIO

Ti domando mille scuse.  stato un equivoco.

ALFREDO

Egli aveva una certa faccia!

MAURIZIO

_(accalorandosi)_ Ma che faccia si  permesso di avere quell'animale!?

ALFREDO

La faccia del servo di un padrone che  in buona compagnia.

MAURIZIO

Io mi meraviglio di te che stai a guardare la faccia del mio servo!
Quell'uomo  un bugiardo.

ALFREDO

Se non ha parlato!

MAURIZIO

 un bugiardo sopra tutto quando tace. Io non ero n in buona n in
cattiva compagnia. E ti prego di credermi. Domando e dico: perch non
dovrei essere solo?

ALFREDO

Ma finiscila. Avevo creduto che non ti fossi ancora liberato dalla
piccola Olga.

MAURIZIO

_(rasserenandosi)_ Ah! Dalla piccola Olga?... Difatti...

ALFREDO

Ma guarda che gesuita! Ci scommetto che per non farmela incontrare l'hai
mandata via, alla chetichella, per la porta di servizio!

MAURIZIO

 probabile.

ALFREDO

Come se io poi non fossi al corrente di tutto! Era... il primo turno del
nuovo abbonamento. Luned, mercoled e venerd. Oh! Hai fatto un buon
contratto. Olghina  un'oca, ma ha delle attrattive. Poco sfruttata,
salute eccellente...

MAURIZIO

Ottima salute, questo s.

ALFREDO

Ieri sera mi fece ridere tanto Elvira Melfi, con cui Olghina si era
consigliata. Gi, il salotto della Melfi,  diventato divertentissimo:
una specie di Borsa in cui...

MAURIZIO

_(dando un'occhiata alla porta a destra e interrompendo vivamente)_ Hai
visto il risultato della gara Parigi-Vienna? Il trionfo delle Mercedes!
Ma le Panhard si sono battute bene! Io, per me, sono sempre per le
Panhard.  vero che non posseder mai un'automobile, perch l'automobile
 decisamente il meno igienico dei veicoli. Chi ci sta dentro non ha
come respirare. Chi non ci sta dentro ne  investito. L'uno crepa
d'asfissia, l'altro si rompe la nuca, quando non se la rompono l'uno e
l'altro. Tutto ci non  igienico... Ma non importa. Io sono per le
Panhard. Se mi si condanna ad andare in un'automobile, io vado in una
Panhard.  inutile! La sento cos. Le corse non provano niente. Mi
dirai: la velocit. Per conto mio, potrei rispondere: io della velocit
me ne impipo. Ma comprendo che i miei gusti non fanno legge! E neppure
l'igiene fa legge! La migliore igiene, del resto,  quella di scomodarsi
il meno possibile. La questione della velocit  ritenuta di primaria
importanza? Ebbene, ragioniamone un po'!...

ALFREDO

Ma che diamine hai con le automobili?

MAURIZIO

No, volevo assodare che...

ALFREDO

Mi sembri uno scimunito, stamane. Il nuovo abbonamento ti ha dato alla
testa. Si vede che invecchi. Lascia stare le automobili, e dammi retta
perch ho da parlarti di cose molto... stabili.

MAURIZIO

_(paurosamente)_ Parla, parla.

ALFREDO

Dunque...

MAURIZIO

Scusa per una breve sospensiva per soddisfare una curiosit. Com'
andata ieri sera la partita? Che giuoco ha fatto quel buon Gorlini? Bada
che io sono uno di quelli che lo manderebbero diritto in Corte d'Assise.
Mi dirai: la fortuna! _Nix!_ Altro che fortuna! S'intende che avr
guadagnato anche iersera, e tu sarai stato una delle vittime...

ALFREDO

Ma no, ma no, non ci stetti ieri sera al club. Fui sequestrato dalla
Melfi, e capirai...

MAURIZIO

_(sbito, levando la voce)_ Io sono uno di quelli che lo manderebbero
diritto in Corte d'Assise. Abbi pazienza: come mi spieghi...

ALFREDO

_(interrompendo)_ Vuoi sentire s o no ci che ho da dirti?

MAURIZIO

Sono qui per ascoltarti!

ALFREDO

E cerca di essere chiaroveggente come eri prima di fare il nuovo
contratto, perch  probabile che tu debba un po' aiutarmi. _(Siede.)_

MAURIZIO

_(perplesso)_ Figrati! A tua disposizione. _(Siede anche lui.)_

ALFREDO

Mio caro Maurizio, io sono un grand'uomo.

MAURIZIO

Questa  una buona notizia.

ALFREDO

Ieri, io avevo dei debiti... molti debiti... E oggi...

MAURIZIO

Non ne hai pi?!

ALFREDO

Ne ho sempre. Ma posso farne degli altri.

MAURIZIO

Non mi pare eccessivamente facile!

ALFREDO

Ti parr facilissimo quando saprai che sono riuscito a far la pace con
mio zio.

MAURIZIO

Perbacco!  un miracolo! E come  accaduto ci? Come hai potuto calmare
il suo sdegno annoso? Aveva giurato di non darti quartiere. Ti aveva
diseredato cos cordialmente! Aveva testato in favore di cinque
ospedali.

ALFREDO

Gli ospedali, amico mio, sono spacciati!

MAURIZIO

_(levando sempre pi la voce)_ Immagino la contentezza di tua moglie!

ALFREDO

Claudia non ne sa ancora nulla. La pace  stata fatta mezz'ora fa, e,
uscendo di casa, non le ho voluto comunicare il mio disegno. Oh! Un
disegno estemporaneo! Un momento di genio!

MAURIZIO

_(titubante)_ Le farai... una bella sorpresa!

ALFREDO

E sar per lei una ragione di legittima fierezza, perch bada che, in
fondo, questo miracolo  proprio a lei che lo devo.

MAURIZIO

_(interroga con gli sguardi.)_

ALFREDO

Non indovini?

MAURIZIO

No.

ALFREDO

Claudia mi ha regalato un figlio.

MAURIZIO

All'impensata?!

ALFREDO

Repentinamente!

MAURIZIO

Aspetta... Tu mi fai ammattire... Repentinamente ti  venuto fuori un
figlio?

ALFREDO

Non  ancora venuto fuori. Ma verr. Questa mattina ne ho avuto da lei
il preannunzio ufficiale.

MAURIZIO

_(ricordandosi delle parole di Claudia)_ Ah, ecco! Ora intendo tutto!...
O, meglio,.... non intendo quasi nulla. Tua moglie ti fa un figlio e tu
fai la pace con tuo zio?

ALFREDO

Sei ottuso. Non era solamente per la mia vitaccia che lo zio mi aveva
abbandonato. Che cosa lo avea reso addirittura implacabile? La sterilit
di mia moglie... o la mia: quella della nostra unione, insomma. Avere un
pronipotino era stato il suo sogno, e, dopo le mie prime scapataggini di
marito, era stata la sua formale imposizione. Gli premeva pure che la
stirpe continuasse, capisci! Lo desiderava maschio, naturalmente, il
continuatore; ma, transigendo, si sarebbe accontentato anche d'una
femmina. Lui me lo aveva detto a chiare note: Se avrai un bambino, io
ti perdoner senza restrizioni; se avrai una bambina, io ti perdoner...
a met. Era evidente che il perdono, tradotto in cifre, sarebbe stato
un amabile accomodamento finanziario durante la sua vita e avrebbe
assicurato per lo meno l'eredit alla prole e l'usufrutto a me. Come
vedi, mio zio aveva avuto un modo molto pratico d'incoraggiare la
fecondit. E ti accerto che mi bastava di pensare alla sua promessa per
sentirmi...

MAURIZIO

Non dire sciocchezze se vuoi che ti ascolti.

ALFREDO

Hai torto di chiamarle sciocchezze. Mio zio, con la sua imposizione,
aveva mostrato di essere un psicologo e un fisiologo di prim'ordine.
Egli aveva compreso bene che la sua promessa m'avrebbe fatto finalmente
amare mia moglie.

MAURIZIO

_(ostentando, a voce altissima, un tono di convincimento)_ Ma se l'hai
sempre amata tua moglie! Senza averne l'aria, non hai amata che lei. Non
ti sei innamorato che di lei!

ALFREDO

Va l che non  vero!

MAURIZIO

_(riscaldandosi come per suggestionarlo)_ Io ti garantisco che, in
qualche momento di espansione sincera, in qualche momento di franchezza,
tu me l'hai confidato.

ALFREDO

Mai, mai, mai! Non ti ho mai detto una corbelleria simile! Del resto,
questo  un dettaglio che non ha importanza. La verit  che il mio
amore fu, per cos dire, fiato sprecato, e la seconda luna di miele non
fu pi produttiva della prima. Mi scoraggiai. Mi rassegnai. Io e lei, di
comune accordo,... tacemmo. E mia moglie mi pareva cos abituata... al
silenzio che quando poi, dopo aver compiuta una certa cura di bagni, mi
ritorn in casa con delle velleit affettuose e fece sorgere la terza
luna di miele, io non potetti a meno di sospettare di lei e di
manifestare a te, come a un fratello, i miei dubbi.

MAURIZIO

_(vivissimamente)_ Io non mi ricordo di nulla, e non te ne ricordi
neanche tu!

ALFREDO

Ma io me ne ricordo perfettamente, ed  per questo che mi do la pena di
raccontarti i fatti miei. In uno di quei tali momenti di franchezza, in
uno di quei tali momenti di espansione che pocanzi mi citavi a casaccio,
io ti dissi di sospettare che il non breve soggiorno balneare avesse
fatto decidere Claudia a dare il gran passo. Mi pento ora dello sfogo;
ma tant', te lo feci; e non c' nulla di strano che io mi sia aperto
con te, che sei la sola persona innanzi alla quale non mi sono mai messa
la maschera. Tu potresti attestare d'altronde che nel dubbio, o nella
quasi certezza, ero giusto verso di lei. La trovavo colpevole? No. Le
movevo rimprovero? No. Anche perch poi se lei non cominciava ad essermi
infedele che dopo dieci anni di costante infedelt mia, me l'ero cavata
bene!

MAURIZIO

_(torcendosi sulla sedia)_ Alfredo! Alfredo! Ti prego!...

ALFREDO

Io vorrei sapere come ti vengono oggi queste smanie da puritano!

MAURIZIO

Anzitutto, io non sono mai stato un pervertito!...

ALFREDO

Questo  vero, ma per misura igienica!

MAURIZIO

E poi, puritano o no, non ti permetto di parlare con tanta leggerezza di
tua moglie! E tengo a dichiararti che io come io _(con accento vibrato,
affinch Claudia oda bene)_ ho sempre ritenuto che ella fosse
insospettabile e invulnerabile!

ALFREDO

Di' la verit: le hai fatto la corte e ti ha detto di no.

MAURIZIO

Ti proibisco di continuare su questo tono!

ALFREDO

_(celiando)_ Se ti scaldi cos, c' quasi quasi da pensare che....

MAURIZIO

Sei fastidioso!

ALFREDO

Evvia! Rammollito! So quali riguardi hai per quella donna; e te ne
ringrazio.

MAURIZIO

Ma devi convenire con me che il tuo sospetto era campato in aria.

ALFREDO

Campato in aria, no! Quando una moglie, che abbia da un pezzo esonerato
suo marito da certi doveri, ricomincia un bel giorno a coltivarlo, la
faccenda pu non esser liscia. Tanto pi che la contemporaneit del
marito e dell'amante non guasta nemmeno la poesia d'un convincimento, in
cui s'incontrano tutte le donne. Il loro convincimento  che, se ci sono
delle... conseguenze, queste son sempre dovute all'amante. Al marito,
mai! Una illusione di pi! Ma intanto il brutto  che il povero marito 
costretto a subire dei ritorni intempestivi per far piacere a
quell'altro. Questo, per esempio,  immorale! Io non l'ammetto. Ed ecco
perch, impensierito del ritorno di mia moglie, mi proposi di
sincerarmi. In fin dei conti, c'era o non c'era l'amante? E se c'era,
chi era?

MAURIZIO

_(sbigottito)_ Ma perch le dici a me queste cose?

ALFREDO

Per concludere che ho avuto torto marcio di sospettare per confessarlo a
te, cui ebbi la debolezza di esprimere i miei dubbi e nel cui animo essi
avevano potuto lasciare un qualche verme roditore.

MAURIZIO

Nessun verme, credimi.

ALFREDO

E sai com' che, oramai, sono certo di avere avuto torto?

MAURIZIO

Dimmelo.

ALFREDO

Da pi d'un mese io faccio pedinare mia moglie.

MAURIZIO

_(spalanca gli occhi)_ Benissimo!

ALFREDO

Quel degno personaggio di Filippo, che mi  devoto... perch gli debbo
dei quattrini, la segue scrupolosamente, e giorno per giorno mi
riferisce a che ora esce, dove va, quello che fa....

MAURIZIO

_(cercando di celare il suo turbamento)_ Benissimo!

ALFREDO

E sino a ieri, neanche la pi lieve traccia d'un amante. Modiste, sarte,
medici, delle visite innocue, delle passeggiate...

MAURIZIO

Sino a ieri?...

ALFREDO

Ma giacch un mese d'indagini basta e ne avanza, stasera ordiner al mio
fido esploratore di smettere l'inutile spionaggio....

MAURIZIO

_(stentando a mostrarsi calmo)_ Dopo che t'avr fatto l'ultimo
resoconto, beninteso....

ALFREDO

E siccome sar non meno insignificante degli altri....

MAURIZIO

_(allibito)_ Naturale!

ALFREDO

... io potr vantarmi domani, mio caro Maurizio, di essere completamente
padre!

MAURIZIO

Che gioia!

ALFREDO

Una gioia immensa! Quando stamane mia moglie, tutta commossa e timida,
mi ha data l'inattesa notizia, io, non te lo nego, sono rimasto un po'
male. Non accade spesso di mettere al mondo il primo figlio dopo dieci
anni di matrimonio. Ma appena l'immagine di mio zio, cio di due
milioni,  apparsa dinanzi a me, l'orizzonte si  rischiarato, e la
maternit di mia moglie mi  sembrata una delle opere pi grandiose
compiute dalla moderna civilt!

MAURIZIO

E adesso che ci dovrei fare io in tutto questo idillio?

ALFREDO

Tu, col tuo tatto, col tuo garbo, dovrai affrettare gli avvenimenti.

MAURIZIO

Quali?!

ALFREDO

Mio zio si  lamentato della tua lunga assenza. Ha domandato di te con
tenerezza.

MAURIZIO

Troppo buono, tuo zio!

ALFREDO

E quindi tu andrai da lui col pretesto di congratularti della pace
fatta. Gli parlerai di me diffusamente. Gli dirai che io mi son
trasformato, che sono diventato un marito esemplare, un padre
impareggiabile....

MAURIZIO

Prima che sia nato il figlio?!

ALFREDO

Ma s. Il buon padre si distingue anche prima che il figlio nasca. Si
vede subito. Tu lo hai gi visto in me. E con l'aiuto della tua
perorazione io indurr mio zio, il quale non ha che settant'anni, a una
emissione finanziaria provvisoria, per cui, al postutto, egli avr il
vantaggio di potersi godere la sua longevit... senza che alcuno glie ne
serbi rancore. Ti va?

MAURIZIO

Non mi va molto; ma tu lo hai stabilito, e cos sia. Saranno menzogne
dell'altro mondo!

ALFREDO

Non c' che la menzogna per fare un po' di bene all'umanit.
_(Alzandosi)_ E con questa profonda sentenza filosofica, me ne vado.
Vieni a colazione con me?

MAURIZIO

_(sogguardando l'uscio a destra)_ No!... No!... A colazione con te, non
posso....

ALFREDO

E allora ti saluto. Mia moglie mi aspetta, e io voglio essere
gentilissimo con lei; pieno di delicatezze, pieno di pensieri carini....

MAURIZIO

Va, va. Se ti aspetta, non ritardare.

ALFREDO

Ma perch non vieni? Un po' di platea mi piacerebbe tanto! Fammi questo
favore.

MAURIZIO

T'ho detto che non  possibile. Anzitutto, non mi sento bene. Ho un peso
alla testa... un altro al cuore... un altro allo stomaco....

ALFREDO

Difatti, sei pallido.

MAURIZIO

_(con subitanea preoccupazione)_ Sono pallido?!

ALFREDO

S, abbastanza. Cerca di non ammalarti proprio oggi. Pi tardi devi
andare da lui. E stasera, poi, a pranzo con me tutt'e due. E senza
fallo! _(Quasi spingendolo verso la porta a destra)_ Mettiti un pochino
a letto, ora.

MAURIZIO

_(pi che mai allarmato)_ No! A letto, no! Che esagerazione!

ALFREDO

Ma cura la tua salute, perdinci! Tu non ti curi come dovresti. E grazie,
eh?... Grazie anticipate! _(Gli stringe la mano.)_

MAURIZIO

Carissimo Alfredo!

ALFREDO

_(s'avvia per uscire; giunge all'uscio; indi, a un tratto, si volta)_ Ti
senti meglio?

MAURIZIO

Meglio, meglio! Sta tranquillo, mi sento meglio!

ALFREDO

Addio. _(Esce.)_


SCENA V.

MAURIZIO e CLAUDIA.


MAURIZIO

_(ansiosamente va alla porta in fondo per assicurarsi che Alfredo sia
partito; quindi corre alla porta laterale, come per chiamare Claudia.)_

CLAUDIA

_(senza aspettare che egli la chiami, entra. Viso calmo, d'una calma
disdegnosa, fatta di profondo disgusto e di fierezza. Il sarcasmo acre 
sulle sue labbra atteggiate a un sorriso amaro.)_

MAURIZIO

_(agitatissimo e disfatto)_ Avete udito!?

CLAUDIA

Ero qui per questo.

MAURIZIO

La persona da cui vi ha fatta seguire gli dir certamente che siete
venuta da me.

CLAUDIA

_(fredda)_ Glielo dir.

MAURIZIO

Tutto sommato, sar meglio che glielo dica subito io stesso.

CLAUDIA

Non sar n meglio n peggio, perch risulter chiaro che voi glielo
avrete detto, in mancanza di altri espedienti, dopo di avere appreso che
io sono stata pedinata anche stamane.

MAURIZIO

E allora?... Che cosa facciamo?... In che modo ci salveremo?...

CLAUDIA

Cio: in che modo vi salverete? Quanto a me, non sento punto la
necessit di salvarmi. E non sarebbe neppure possibile il salvataggio.
Per mio marito, con o senza di voi, io sono gi una donna che ha un
amante. Spero che la vostra perspicacia vi abbia permesso di comprendere
ch'egli mi crede la pi furba delle adultere e che, dal momento che io
gli rendo il servigio di fornirgli il bamboccio per cui suo zio gli
riapre le braccia e la borsa, egli vuole perfino evitare il fastidio di
sapere da che parte gli venga la fortuna. Chi si deve salvare, dunque,
siete voi, non sono io.

MAURIZIO

Donna Claudia, io lo avevo presentito che un grosso guaio sarebbe
accaduto!

CLAUDIA

_(sempre fredda, con una punta di grazioso umorismo)_ Vi dispiacerebbe
proprio molto di passare per il mio amante?

MAURIZIO

Voi avete il coraggio di burlarvi di me quando io mi sento morire...

CLAUDIA

Rispondete, intanto.

MAURIZIO

Al cospetto di vostro marito, certo che mi dispiacerebbe!

CLAUDIA

E al cospetto degli altri, no?

MAURIZIO

Al cospetto degli altri me ne vergognerei!

CLAUDIA

Grazie del complimento!

MAURIZIO

Ma no! Voi fraintendete.... Io ne avrei vergogna e ne sarei
orgoglioso.... _(Con incosciente entusiasmo)_ Voi siete una donna per la
quale un uomo.... Basta, non divaghiamo, ve ne prego.... Datemi almeno
un consiglio.... Aiutatemi.... Non mi lasciate solo in questa terribile
situazione....

CLAUDIA

Mio buon Maurizio, io sono diventata un po' egoista. Ho saputo ci che
desideravo di sapere. Ho saputo che mio marito  molto pi vile,  molto
pi volgare,  molto pi spregevole di quanto m'era parso sinora. Io vi
sono riconoscente della vostra cortese condiscendenza e di tutto quanto,
nel colloquio con lui, avete rivelato di veramente gentile per me. Ma
non contate sul mio aiuto, e, per quel che pu riguardare la mia
esistenza, non abbiate n scrupoli, n paure. Io mi preparo a vivere
della mia felicit, d'una felicit che  soltanto mia, sempre pi
distaccata da lui -- lo spero -- , sempre pi attaccata al grande bene che
finalmente ho ottenuto da me stessa! Io non so, ora, con precisione, che
cosa avverr; ma so che, dato il vostro temperamento, io vi ho procurata
qualche noia.... Perdonatemi. E, non ostante il mio egoismo, permettete
che da oggi in poi io vi chiami: amico. Volete darmi assai cordialmente
la vostra mano?

MAURIZIO

_(un po' commosso)_ Marchesa.... _(Le porge la mano.)_

CLAUDIA

_(gliela stringe con effusione.)_

MAURIZIO

Siete... una santa donna!

CLAUDIA

Santa,  troppo. Sono una donna... che  madre! A rivederci.

MAURIZIO

A rivederci.


SCENA VI.

DECIO, MAURIZIO, CLAUDIA.


DECIO

_(entra difilato portando un vassoio con una bottiglia e un
bicchierino)_ Aperitivo! _(Vedendo Claudia)_ Oh!?

MAURIZIO

Idiota!

DECIO

Mi avevate ordinato di credere che la signora non c'era pi.

MAURIZIO

_(con forza)_ E ve l'ordino ancora!

DECIO

Posso annunziare che la colazione  pronta?

CLAUDIA

_(sorridendo)_ Potete.

DECIO

Pronta... per uno. _(Serio e dignitoso, sogguardando Claudia, attraversa
la camera e poggia il vassoio sul tavolino.)_

MAURIZIO

_(pianissimo e rapidamente a Claudia)_ Adesso,  necessario che io vi
tratti come una _cocotte_.

CLAUDIA

_(con un moto istintivo di sorpresa)_ Cosa?

MAURIZIO

State accorta! Bisogna far deviare la curiosit di questo imbecille. La
sua testimonianza potrebbe toglierci ogni speranza di salvezza!
_(Autorevolmente a Decio, che sta per svignarsela)_ Restate l, voi!
Tenete su quella portiera.

DECIO

_(fermandosi presso la porta in fondo, mantiene sollevata la portiera in
un immobile atteggiamento furbesco.)_

CLAUDIA

_(lentamente, si avvia per uscire.)_

MAURIZIO

_(a Claudia, per ingannare il servo)_ Addio, Nin!

CLAUDIA

_(si volta con caricata civetteria inesperta.)_

MAURIZIO

_(le manda un bacio sulle dita.)_

CLAUDIA

Addio, Nun! _(Imitandolo graziosamente, gli ricambia il bacio.)_ E...
tanti saluti....

MAURIZIO

A chi?

CLAUDIA

A Olghina.

MAURIZIO

_(con un soprassalto -- impacciato)_ Ah!... Gi!

CLAUDIA

_(esce.)_

    _(Sipario.)_




ATTO SECONDO.

_Salotto d'una fine eleganza nobilesca in casa del MARCHESE DI
MONTEFRANCO. -- Una porta in fondo. Una a sinistra. -- A una parete,
l'apparecchio del telefono. --  sera. Lumi accesi._


SCENA I.

UN SERVO, FILIPPO, _indi_ ALFREDO.

    _(La scena  vuota.)_


IL SERVO

_(entra dalla porta a destra, affaccendato. Va al telefono. Gira la
manovella. -- Tintinno di risposta.)_ -- Comunicazione col 993. _(Dopo un
istante, altro tintinno.)_ Con chi parlo? _(Pausa.)_ Alle dieci, la
carrozza del signor duca. _(Pausa.)_ No, non al Circolo del Whist. Qui,
qui. Sono il cameriere del marchese di Montefranco. Il signor duca ha
pranzato qui. _(Pausa.)_ S, va bene, il _landau_ chiuso. _(Gira la
manovella e toglie la comunicazione.) (Va alla porta in fondo e
introduce Filippo.)_ Il signor marchese viene a momenti. Ha finito di
pranzare e gli ho potuto far l'imbasciata senza che gli altri se ne
accorgessero. _(Esce.)_

FILIPPO

_(ha l'aspetto d'un cameriere a riposo. Faccia losca. Fedine brevi.
Niente baffi. Grossi anelli alle dita.  entrato rispettosamente, con in
mano il cappello. Ora che  solo, guarda un po' alle porte, curiosando.
Come vede avvicinare il marchese di Montefranco, assume un'aria umile e
misteriosa.)_

ALFREDO

_(in frac e cravatta bianca, entra dalla destra.)_ Che c', Filippo?
Avresti dovuto venire al Circolo verso la mezzanotte come al solito. Non
qui. Sai bene che mi annoia che ti si veda bazzicare in casa mia.

FILIPPO

_(sottovoce, accostandosi al marchese)_ Col dovuto rispetto a vostra
Eccellenza, ho anticipato perch ci sono delle novit.

ALFREDO

Delle novit?

FILIPPO

Il servizio, finalmente,  stato fatto.

ALFREDO

_(scosso)_ Davvero?!

FILIPPO

Credo che ci siamo, Eccellenza.

ALFREDO

Tu non devi credere nulla. Devi solamente raccontare. E presto, perch
ho di l degl'invitati.

FILIPPO

Racconto, Eccellenza. Stamattina, la signora marchesa  uscita di casa
alle dieci e trentacinque minuti.

ALFREDO

Be', sbrighiamoci. Dove  andata?

FILIPPO

La signora marchesa era vestita magnificamente....

ALFREDO

Questo non mi riguarda. Tira via.

FILIPPO

No, ecco, volevo dire a Vostra Eccellenza che cos vestita non l'avevo
mai vista, a quell'ora....

ALFREDO

Abbrevia, santodio! Dove  andata?

FILIPPO

Eccellenza,  andata alla Riviera di Chiaia, trecentoventisette.

ALFREDO

_(sussultando)_ Non  possibile!

FILIPPO

Trecentoventisette, Eccellenza.

_(Breve pausa.)_

ALFREDO

_(attonito)_ Garantisci?!

FILIPPO

Garantisco.

ALFREDO

_(con una certa reticenza)_ E... a quale piano  salita?

FILIPPO

Col dovuto rispetto a Vostra Eccellenza, la signora marchesa  entrata
in casa del signor Maurizio Dorini.

ALFREDO

_(stranamente confuso e mascherandosi al cospetto della spia)_ Sta bene.
_(Indi, pensando alla singolarit del caso, abbozza un sogghigno di
beffa per s stesso. E, tosto, agilmente, finge una tranquillit
indifferente.)_ Non c' altro?

FILIPPO

Non c' altro, Eccellenza.

ALFREDO

E a te sembra d'avere scoperto qualche cosa d'importante?

FILIPPO

_(rispettosamente)_ Se non sembra importante a Vostra Eccellenza..., non
sembra importante nemmeno a me.

ALFREDO

Chi ti ha riferito che la marchesa si  recata in casa di... quel
signore?

FILIPPO

Ho date venti lire di mancia al portinaio per sapere la verit.

ALFREDO

Hai fatto malissimo!

FILIPPO

Come piace a Vostra Eccellenza.

ALFREDO

Le mance troppo grosse non servono che a pagare delle menzogne! Ti sia
di regola. _(Cava del denaro dal portafogli e glielo porge.)_ Prendi. Ce
n' anche per te.

FILIPPO

Ma no... non voglio che Vostra Eccellenza s'incomodi ora. Abbiamo tanti
conti pendenti....

ALFREDO

E penderanno per un pezzo. Prendi questo, provvisoriamente.

FILIPPO

Per obbedire. _(Intasca.)_

ALFREDO

_(ricorrendo, d'un tratto, a un'idea per dissuadere Filippo)_ E di':
quanto tempo la marchesa si sarebbe trattenuta in quel palazzo?

FILIPPO

La signora marchesa  montata alle undici precise. A che ora sia scesa,
in coscienza, non lo so. Io sono stato ad aspettare una ventina di
minuti. Ma poi ho detto fra me e me: qui, col dovuto rispetto a Sua
Eccellenza, le cose vanno per le lunghe....

ALFREDO

_(interrompendo severamente)_ Non ti ho chiesto conto dei tuoi
soliloqui! Il certo  che non hai aspettato abbastanza. Se avessi
aspettato un poco di pi, avresti veduto entrare anche me in quel
palazzo. Il che dice con chiarezza che proprio l io avevo un
appuntamento con mia moglie. Te l'ho taciuto pocanzi per controllare la
tua puntualit. Sono indignato della improntitudine con cui vieni a
raccontarmi delle fandonie!

FILIPPO

Eccellenza!...

ALFREDO

Basta cos! Da oggi in poi ti  assolutamente proibito di seguire e
sorvegliare mia moglie. Si trattava di una semplice curiosit, e l'ho
soddisfatta altrimenti. La marchesa -- ricordalo bene --  una signora a
cui bisogna far tanto di cappello.

FILIPPO

Come piace a Vostra Eccellenza.


SCENA II.

IL DUCA DI VIGENA, CLAUDIA, ALFREDO, FILIPPO, MAURIZIO.


IL DUCA

_(di dentro)_ Eccolo l il disertore.

ALFREDO

_(disinvolto)_ Andate, Filippo.

_(Sulla soglia della porta a destra si fermano il DUCA in frac e
cravatta bianca e CLAUDIA appoggiata al braccio di lui.)_

FILIPPO

_(inchinandosi ad Alfredo)_ Servo. _(Ed esce dal fondo.)_

ALFREDO

Dico, zietto: mi rapite la moglie?

IL DUCA

Te la conduco, invece. Si annoiava cos lealmente con me!

ALFREDO

Non ti difendi, Claudia?

CLAUDIA

_(freddamente, lasciando il braccio del Duca)_ Il Duca mi perdona.

ALFREDO

Tutte le mie scuse, zio, per lei, che non  brillantissima, e per me che
mi sono allontanato. Ma gli  che avevo da fare delle comunicazioni
interessanti al mio segretario e perci....

IL DUCA

_(avanzandosi)_ Hai un segretario?

ALFREDO

S... per il disbrigo di qualche affare urgente.... _(Mutando subito
discorso)_ Questa poltrona, zio,  per voi.

IL DUCA

_(sedendo)_ Grazie.

ALFREDO

E Maurizio dov'?... Dov' Maurizio? Dov' quel caro Maurizio?

IL DUCA

Passeggia.

ALFREDO

Ah, lo so. Lui passeggia. Dopo pranzo, dovunque si trovi, passeggia una
mezz'ora per digerire.  la sua igiene. Ma non  una ragione per
privarci della sua compagnia. _(Va alla porta a destra e chiama:)_
Maurizio! Maurizio! _(Al Duca)_  tanto buono!

IL DUCA

Mi  simpaticissimo!

ALFREDO

Per noi  come una persona di famiglia. Un amico d'oro. Anche Claudia
permette a lui quel che non ha mai permesso a nessuno!

CLAUDIA

A nessuno.

MAURIZIO

_(come gli altri, in abito nero e cravatta bianca. -- Entrando ha
udito.)_ Che cos' che permettete soltanto a me, Donna Claudia?

CLAUDIA

_(sedendo lontano dal Duca)_ Per lo meno di farmi la corte.

MAURIZIO

_(fa una smorfia d'impazienza; e comincia a passeggiare con passo
piuttosto affrettato intorno alla camera.)_

ALFREDO

_(a Claudia)_ Ah, no! Io ti smentisco. _(Al Duca)_  una _blague_, zio.
_(Accostandosi a Claudia e tenendole le mani alle spalle)_ Questa qui 
una donnina eccezionale: una moglie come non se ne trovano pi.

IL DUCA

Dev'essere difatti un'eroina del matrimonio per aver saputo rinnamorare
un marito quando questo pi correva la cavallina.

ALFREDO

E oramai ci sono dentro fino ai capelli, zio. _(Le carezza il collo.)_

CLAUDIA

_(dominando il disdegno, cerca di scansarsi.)_

IL DUCA

Bravo!

ALFREDO

Ho preso una cotta come si pu prenderla a vent'anni!

MAURIZIO

_(senza volerlo, gli getta uno sguardo di stupore.)_

ALFREDO

_(andando verso il Duca)_ Vedete, io vi potrei raccontare dei
particolari da farvi intontire.

IL DUCA

Raccontami tutto. Intontir con molto piacere.

ALFREDO

_(sedendogli accanto)_ Ve ne dico uno, ma all'orecchio.

MAURIZIO

_(ancora passeggiando)_ Perch poi all'orecchio? Piacerebbe molto anche
a me d'intontire.

ALFREDO

Scusami, ma ho due pudori da rispettare: il mio e quello di mia moglie.

CLAUDIA

Del mio non te ne preoccupare.

MAURIZIO

_(ad Alfredo)_ Sei d'una correttezza irreprensibile!

ALFREDO

_(al Duca)_ Dunque, sentite.... _(Gli parla all'orecchio con
dimestichezza gaia.)_

IL DUCA

_(lo ascolta, or sorridendo di maraviglia, ora di compiacimento.)_

CLAUDIA

Mentre mio marito rispetta i due pudori, Maurizio, sacrificatemi un po'
della vostra digestione. Abbiate la cortesia di sedere. Mi fate venire
il mal di mare.

MAURIZIO

Sar un disastro per il mio stomaco; ma eccovi servita. _(Siede.)_

CLAUDIA

Non cos lontano! Devo dirvi pi chiaramente che vi voglio vicino a me?

IL DUCA

_(ascoltando Alfredo)_ Va l! Non  possibile!

ALFREDO

S, s, ve lo confesso:  la verit!.... _(Continua a parlargli sempre
pi confidenzialmente.)_

MAURIZIO

_(malvolentieri prende posto accanto a Claudia_. -- _Pianissimo)_ State
attenta: mi compromettete anche dinanzi al vecchio, adesso.

    _(Parlano sommessamente.)_

CLAUDIA

Gli siete estremamente simpatico.

MAURIZIO

Lo so bene:  vostro marito che mi fa la _rclame_ per appiccicarmelo
addosso.

CLAUDIA

Avete visto l'uomo che  uscito di qui, poco fa?

MAURIZIO

No.

CLAUDIA

Era il confidente di mio marito.

MAURIZIO

L'uomo che vi ha spiata?

CLAUDIA

Il fido esploratore.

MAURIZIO

Ne siete sicura?

CLAUDIA

A me  parso di ricordarmi d'averlo spesso incontrato per istrada da un
mese in qua. Ha una fisonomia che non si dimentica. E poi mio marito lo
ha chiamato Filippo!...

MAURIZIO

E dunque era lui!

CLAUDIA

Era lui!

IL DUCA

_(con gioconda soddisfazione, ad Alfredo)_ Ma  enorme!

ALFREDO

Sentite ancora, zio!

MAURIZIO

_(a Claudia, inquieto)_ Sicch, poco fa sarebbe accaduto ci che io
prevedevo?!

CLAUDIA

Non ne dubito.

MAURIZIO

Vostro marito avrebbe appreso che voi, questa mattina, di nascosto,
siete venuta da me?!

CLAUDIA

Non ne dubito.

MAURIZIO

A conti fatti, potrebbe essere gi convinto che io sono....

CLAUDIA

Il mio amante.

MAURIZIO

Io ne piglio una malattia!

CLAUDIA

E io sar felicissima di curarvela. Cos, almeno, potr disobbligarmi.

MAURIZIO

Voi siete la mia perdizione, donna Claudia!

CLAUDIA

Purch voi siate la mia buona stella, che importa?

MAURIZIO

Ecco: il sangue mi affluisce alla testa.... Mi permettete, se non altro,
di passeggiare?

CLAUDIA

Passeggiate.

MAURIZIO

_(Si alza. Si tocca le tempie. Si tocca lo stomaco.)_

IL DUCA

_(a cui il racconto di Alfredo ha procurato un crescendo di buon umore,
prorompe ora in una gran risata.)_ A questo punto, abbi pazienza, mi
vien voglia di congratularmi pi con lei che con te!

CLAUDIA

Di che cosa vorreste congratularvi con me, caro Duca!

IL DUCA

_(alzandosi e andando verso di lei)_ Dei prodigi della vostra nuova luna
di miele.

CLAUDIA

Pare che siano specialmente i segreti di alcova che risvegliano il
vostro affetto di zio!

ALFREDO

_(si alza anche lui, seccato.)_

MAURIZIO

_(passeggiando, lo sogguarda con trepida curiosit.)_

IL DUCA

_(risentito)_ L'affetto di zio  risvegliato in me da tutto quanto mi
conferma d'aver ritrovato in questa casa l'organismo d'una famiglia.
Quando dico _famiglia_, dico anzitutto _onest coniugale_. E questa
onest, donna Claudia, se non vi dispiace, comincia precisamente
dall'alcova.

CLAUDIA

Peccato che la storia veridica delle alcove non si scriver mai!

ALFREDO

... Lo storiografo della situazione, dovendo essere un testimonio
oculare, si troverebbe in un bell'imbarazzo!

IL DUCA

Io ho voluto soltanto giustificarmi, marchesa, di avere ascoltate
volentieri le confidenze di vostro marito.

ALFREDO

Ma s, zio. Claudia scherza. Nessuno meglio di lei intende quanta bont
sia nella vostra compiacenza; e nessuno pi di lei, credetemi, ve ne 
grato.

IL DUCA

Se ci sia della bont, non so.  probabile che ci sia, sopra tutto,
dell'egoismo. Non lo nascondo. Ero stanco di solitudine. E il dolore che
il mio unico nipote fosse immeritevole della mia fiducia e non mi avesse
nemmeno dato un erede, condannandomi a guardare con malinconia i
parecchi chilometri quadrati di terre che per volont di Dio mi sono
stati trasmessi insieme con un nome immacolato, s'era cos inasprito che
quasi andava mutandosi in rancore verso me stesso e quasi mi faceva
pentire d'aver vissuto troppo sobriamente la mia vita di vedovo.

CLAUDIA

Potevate pensare a costruirvelo voi un erede.

IL DUCA

In che maniera?

CLAUDIA

Non avrete avuto sempre settant'anni!

IL DUCA

Ne avevo venticinque, cara signora, quando amai e sposai la donna pi
eletta che io mi abbia conosciuta. La morte me la rap ben presto, e io
giurai che le sarei stato fedele.

CLAUDIA

Veramente, un vedovo, che non vuol tradire la sua prima moglie, se ne
piglia subito un'altra.  il solo preservativo per amar sempre quella
che  morta.

IL DUCA

_(severissimo)_ Intorno all'amore e alla fedelt ho i miei criteri, e li
preferisco.

CLAUDIA

Roba d'altri tempi.

IL DUCA

_(accalorandosi)_ Io penso e spero che certi sentimenti possano essere
di tutti i tempi. Il sentimento che ha guidato me  in queste parole:
avendo amato una volta sola, non ho saputo sposare due volte.

CLAUDIA

Ma il matrimonio non serve soltanto a impiegare il proprio amore. Serve
anche a impiegare i propri capitali, quando se ne hanno come voi. Se vi
foste riammogliato, avreste avuto probabilmente il piacere di produrre
il legittimo destinatario di tutti quei chilometri quadrati che vi hanno
messo di cattivo umore.

IL DUCA

_(con crescente energia)_ Non sar un erede meno legittimo, donna
Claudia, quello che aspettiamo.

CLAUDIA

Per una transazione!

IL DUCA

_(scattando)_ Non c' nessuna transazione, marchesa, in ci che  un
atto spontaneo del mio cuore!

ALFREDO

_(urgentemente, piano a Maurizio)_ Fammi la grazia: cerca di
troncare....

MAURIZIO

Che c'entro io?!

CLAUDIA

Del vostro generoso proposito, io vi ringrazio. Ma la verit  che io
non vedo e non c' effettivamente nulla di comune tra il figlio che
faccio io e le ricchezze che avete voi!

ALFREDO

_(pianissimo, sospingendo Maurizio)_ Tronca! Tronca!...

IL DUCA

_(adirandosi fieramente)_ In altri termini, voi disdegnate....

MAURIZIO

_(costretto, interrompe)_ Ma no, non disdegna nulla!...

ALFREDO

Non disdegna nulla, zio. Se ve l'ho avvertito che scherza! Lo fa apposta
per stuzzicarvi. Fa cos con tutte le persone a cui vuole molto bene. Ne
sa qualche cosa Maurizio, poveretto, che  il suo bersaglio. Non  vero,
Maurizio, che sei il suo bersaglio?

MAURIZIO

Il suo bersaglio, io?

ALFREDO

Appunto perch te ne vuole del bene.

MAURIZIO

Cio, distinguiamo....

ALFREDO

Non ti allarmare, ch non ti preparo mica una scena di gelosia.
Pusillanime!

MAURIZIO

Pusillanime, no!

ALFREDO

_(ostentando un brio motteggiatore e un'affettuosit espansiva)_ Taci l
che ti conosco! _(Indi, a Claudia)_ E conosco anche te, sai, angelo
caro! _(E rivolgendosi al Duca)_ Nelle sue celie e nei suoi paradossi,
che sembrano amari, c' sempre invece un fondo di gentilezza e di
poesia. _(Di nuovo a Claudia, avvicinandosi a lei)_ Vuoi scommettere che
t'indovino? Tu avevi destinati i tuoi piccoli risparmi, la tua piccola
dote, salvata a stento dal naufragio, dal mio naufragio, all'educazione
del bimbo; e adesso, sapendo che lo zio ha stabilito di educarlo a sue
spese con la larghezza che i suoi mezzi gli permettono, tu sei... un
tantino gelosa. Indovino, s o no?

CLAUDIA

_(invelenita, si comprime e si chiude nel silenzio.)_

ALFREDO

Ma sei una bambinona, vedi! Che sarebbero tutti i milioni di Rothschild
senza le tue cure, senza le tue carezze, senza il tuo soffio?

IL DUCA

Mi pare che Alfredo dica benissimo.

ALFREDO

Nessuno oser usurpare il tuo posto. Io mi propongo d'essere un babbo
tenerissimo. Va bene. Lo zio si propone d'assumere la parte del nonno, e
sar un nonno incantevole. Ma a lui e a me nulla parr pi bello e pi
rassicurante di questa mammina tutta assorta nel suo cmpito e
spadroneggiante presso la culla che ci deve tenere insieme. Quanto poi a
quel signore che fa l'indiano _(indicando scherzosamente Maurizio)_
visto che siamo abituati a vedercelo tra i piedi, dovremo pure
ammetterlo qualche volta al circolo domestico. A una sola condizione
per: che non si dolga pi di sentirsi dire che gli si vuol bene.

IL DUCA

_(ride.)_

MAURIZIO

Io non me ne sono doluto, ma....

ALFREDO

_(con solennit comica)_ Chiedete scusa a Donna Claudia della vostra
inconsulta protesta. Sconoscente! Io offro intanto da fumare allo zio.
_(Prende la scatola dei sigari.)_

IL DUCA

Dopo pranzo, o un avana o niente.

ALFREDO

_(porgendogli la scatola)_ Me ne ricordavo e ne avevo comperati apposta.

IL DUCA

_(scegliendo un sigaro)_ S, un avana e una partita a scacchi. Ecco
quello che ti scroccher spesso e volentieri. Oltre il pranzo,
beninteso.

ALFREDO

Una partita a scacchi? Maurizio, hai sentito? Una fortuna per te!

MAURIZIO

Cosa?

ALFREDO

Lo zio  un forte giocatore di scacchi.

MAURIZIO

Be'?

ALFREDO

Sei un accanito giocatore anche tu.

MAURIZIO

Io?!

ALFREDO

Tu! Tu!

IL DUCA

Perbacco! Un accanito scacchista? Simpaticissimo! Ci misureremo.

ALFREDO

Egli non chiede che di misurarsi. Su, su, Maurizio! Coraggio! _(Al
Duca)_ Potrete giuocare agli scacchi tutte le sere, zio.

MAURIZIO

Con me?!

ALFREDO

Con me certamente no, perch non li so giocare.

MAURIZIO

_(sperando ancora di sottrarsi)_ Ma io li giuocavo una volta.... Adesso,
non sono pi in esercizio.... Non potrei.

ALFREDO

Zio, non gli credete.  una civetteria.

IL DUCA

_(che si  gi seduto presso la scacchiera)_ Qua, qua, mio degno
avversario.

ALFREDO

_(a Maurizio)_ E tu non fumi? Prendi tu pure un avana. _(Mettendogli la
scatola fra le mani, sottovoce, in fretta)_ Non ti rifiutare, te ne
prego. Devo dire due parole a mia moglie. Se non mi aiuti tu, chi vuoi
che m'aiuti? _(Indi, levando la voce come se continuasse un discorso)_ E
io... sempre fedele alle mie sigarette. _(Cava di tasca il
portasigarette.)_

IL DUCA

Un po' di fuoco, Alfredo.

ALFREDO

Immediatamente.

CLAUDIA

Me ne duole assai, ma sono costretta a pregarvi di non fumare. Sento che
il fumo mi farebbe un po' male.

IL DUCA

Per conto mio, ci rinunzio subito, Donna Claudia.

ALFREDO

Ma no, ma no. Piuttosto, andate a giocare nel _fumoir_. Starete pi
raccolti. _(Tocca il bottone del campanello.)_

IL DUCA

Ah, s! Questo  un benedetto giuoco per cui non ci si raccoglie mai
abbastanza.

MAURIZIO

_(sospirando di pazienza)_ E raccogliamoci.

IL SERVO

_(entra dal fondo.)_

ALFREDO

Accendete nel _fumoir_. E portate l quella scacchiera.

IL SERVO

_(esce a sinistra, portando via la scacchiera.)_

IL DUCA

_(alzandosi)_ Siamo noi, intanto, Donna Claudia, che dobbiamo chiedere
perdono a voi. Avremmo dovuto pensare che nelle vostre condizioni....

ALFREDO

 la prima volta, per altro, che ella avverte di non poter tollerare il
fumo. Da oggi in poi, ci bader. _(A Claudia)_ In casa, mia bella
mammina, non fumer pi.

IL DUCA

Molto galante!

ALFREDO

_(abbreviando)_ Buon gioco, zio! Buon divertimento, Maurizio!

MAURIZIO

Grazie tante!

IL DUCA

_(presso la porta -- a Maurizio)_ Prego, caro avversario!...

MAURIZIO

Prego, prego, Duca....

IL DUCA

_(via a sinistra.)_

ALFREDO

_(sottovoce, in fretta)_ Ti raccomando: fammelo vincere.

MAURIZIO

Ma tu lo sai che lo star seduto dopo pranzo per me  una catastrofe.

ALFREDO

Giuoca all'in piedi.

MAURIZIO

Io non voglio, capisci, non voglio!

ALFREDO

Ed  questa l'amicizia che hai per me e per mia moglie?

IL DUCA

_(di dentro, impaziente)_ Signor Maurizio! Signor Maurizio!

MAURIZIO

Uhm! _(Dando un pugno in aria, esce.)_


SCENA III.

ALFREDO e CLAUDIA.


ALFREDO

Desideravo di aver subito un colloquio con te. _(Cerca di tenere un tono
gentile, mite, cordiale.)_ Lo desideravo, perch il tuo contegno, mia
buona Claudia, mi crea una posizione difficile. In tutto ci che fai e
che dici dinanzi a mio zio, e specialmente in tutte le parole che
rivolgi a lui, c' sempre un non so che d'ironico, di acre e perfino
d'insolente che ... inopportuno. Mio zio non  un rimbambito. Egli si 
riavvicinato a noi per partecipare alla festa della nostra famiglia, e
questo riavvicinamento  per noi -- tu ne sei persuasa -- un bene, sotto
tutti i rapporti. L'avvenire della nostra creatura  assicurato. Noi
potremo vivere con essa e per essa nella sicurezza della sua prosperit.
Ma, viceversa, se mio zio dubitasse della nostra gratitudine, se non
vedesse in questa casa un perfetto accordo, dovuto appunto alla pi
dolce delle aspettazioni, noi saremmo liquidati.

CLAUDIA

_(siede in silenzio. Il suo volto dice tutta l'amarezza dell'anima sua e
l'estremo sforzo della sua prudenza.)_

ALFREDO

_(accostandosi a lei)_ D'altronde, perch non dovremmo mostrargli quel
che  vero, quel che deve essere vero. La diversit dei nostri
temperamenti, la tua austerit disdegnosa... avevano fatto un po'
assopire il mio cuore di marito innamorato. Io avevo commessa qualche
leggerezza, avevo avuto qualche torto... Ma c' sempre stata dentro di
me la nostalgia d'una pi intima unione fra noi due. Per dare un nuovo
impulso al mio affetto, avevo bisogno d'un figlio, s, d'un figlio, che
 poi il solo vincolo che possa far combaciare anche due volont, due
temperamenti diversi. Ed  per questo che adesso l'accordo c'. Dopo la
sensazione di sorpresa che ho avuto stamane e che tu hai certamente male
interpetrata, io ho sentito risvegliare il mio cuore, l'ho sentito
battere come accanto al tuo, insieme col tuo. _(La circonda col
braccio)_ Via, Claudia!... Non ti accorgi del mio mutamento? Non ti
accorgi che, oramai, io torno a essere... il marito innamorato che ero?
_(La bacia.)_

CLAUDIA

_(levandosi con un atto di ribrezzo)_ Ah, no!

ALFREDO

Claudia!...

CLAUDIA

No! No! No! Questa turpe commedia mi fa nausea!

ALFREDO

Silenzio, per carit! E rientra in te, Claudia, rientra in te!

CLAUDIA

Io avrei voluto parlarti con tranquillit, avrei voluto annunziarti
pacificamente la risoluzione ferma e irremovibile di separarmi da te e
d'andare a vivere sola, lontana da tutti....

ALFREDO

Tu sei un'insensata!

CLAUDIA

Ma in poche ore mi si  cos appesantita addosso quest'afa pestifera di
transazioni, di finzioni e d'infamia, che non mi  pi possibile nemmeno
di serbare una calma relativa, non mi  pi possibile di tacerti ancora
quanto ti disprezzo. Io mi sento soffocare! Io mi sento morire
d'asfissia! Aria! Aria!

ALFREDO

Abbassa la voce, maledizione! _(Chiude in fretta l'uscio a sinistra e
torna a lei)_ Abbassa la voce!

CLAUDIA

_(in tono pi sommesso come per una concessione)_  completamente
inutile, dunque, che tu ti dia la pena di fingere e di mentire. Io ho
deciso di scavare un abisso fra me e te. E lo far!

ALFREDO

_(padroneggiandosi)_ Senti, Claudia, non  questo il momento di
discutere la tua risoluzione. Ci che per ora devo chiedere alla tua...
cortesia  che tu mi risparmi adesso l'imbarazzo grave d'uno scandalo,
che, tutto sommato, tu non puoi temere meno di me! Andiamo di l,
Claudia.... Parleremo a nostro agio quando saremo soli in casa....
Andiamo di l....

CLAUDIA

E tu fidi nella certezza che io tema lo scandalo?

ALFREDO

_(tentando di parer sempre mite e remissivo)_ Forse non lo temi. Non hai
ragione di temerlo. Sia pure. Ma una cosa  non temerlo e un'altra 
invocarlo a dirittura.

CLAUDIA

Orbene,  proprio cos! Io lo invoco! Io lo voglio!

ALFREDO

Ma nella tua ribellione, vedi, ci dev'essere un errore di fatto, ci
dev'essere un equivoco

CLAUDIA

Nella mia ribellione c' l'idea chiara ed esatta di ci che  stato e di
ci che sar.

ALFREDO

Appunto di questo ragioneremo.

CLAUDIA

Ci che  stato, te lo dico subito. _(Parla rapido e concitato.)_ Non
erano trascorsi che pochi giorni dalle nostre nozze e io comprendevo gi
che mi avevi sposata per una capricciosa ostinazione di uomo corrotto
dal quale una fanciulla non s'era lasciata prendere. La percezione della
realt incener a un tratto il mio amore o quel sentimento che avevo
creduto amore. Eppure, rimasi al mio posto. Non per omaggio alle
convenzioni sociali e nemmeno per rispetto al tuo nome che tu per il
primo non rispettavi: no, no!; ma perch non volevo rinunziare a
un'ardente speranza, non volevo rinunziare a un'ambizione che tutta mi
teneva. Io ero presa, ero dominata da un singolare istinto di maternit,
che andava assumendo le proporzioni d'una necessit imprescindibile
della mia vita e che era sempre stata la guida, la luce, la fiamma della
mia esistenza! _(Pi dolce)_ Quando ero bambina, carezzando le mie
bambole, io costruivo nella mia incoscienza qualche cosa che era assai
pi della tenerezza infantile, di cui, a quell'et, si circonda il
giocattolo. E pi tardi, mano mano che la mia indole si  sviluppata,
mano mano che il tumulto vario del mondo mi ha investita, una sola voce
ho ben distinta, una sola voce m' parsa limpida e convincente: quella
che mi parlava della forza, della gioia e della gloria di sentirsi
madre! Io porto oramai in me l'oggetto di tutti i miei sogni, di tutte
le mie aspirazioni. Ho trionfato! Ho trionfato! Posso denunziare la tua
indegnit! Posso respingerti come un intruso! Io basto a me stessa. E
non devo chiedere pi nulla a nessuno! Vattene.

ALFREDO

_(vorrebbe inveire contro di lei, vorrebbe metterle un bavaglio per
costringerla a tacere; ma  lui costretto a frenarsi e ad ingoiare la
rabbia che gli sale alla bocca.) (Una pausa.) (Indi, con un sorriso
bieco)_ Dopo tutto, mia cara Claudia, questo figlio, che gi prima di
nascere ti rende cos orgogliosa e cos battagliera,  anche mio.

CLAUDIA

_(seccamente)_ Tu non lo credi che sia tuo.

ALFREDO

Ti ho detto io di non crederlo?

CLAUDIA

Non lo credi!

ALFREDO

E se pure io non lo credessi o se appena ne dubitassi, non ti
affretteresti tu a protestare per il tuo decoro?

CLAUDIA

Il maggior decoro d'una donna al cospetto d'un marito come te  di
potergli dire: ti ho tradito!

ALFREDO

_(fremendo e moderandosi con cinica dissimulazione)_ Questo lusso di
audacia non m'impedisce di credere che sia _mio_ il figlio della donna
che porta il mio nome.

CLAUDIA

La verit vera  un segreto che soltanto io posseggo!

ALFREDO

Ma dove pretendi di arrivare, tu? Quale illusione nascondi nella tua
fatua impudenza?

CLAUDIA

Voglio distaccare da te la mia creatura.

ALFREDO

 una volont pazza che la legge condanna a restare nel mondo della tua
immaginazione.

CLAUDIA

Se mi sfidi, io sapr gridare a tutti che non sei il padre di mio
figlio!

ALFREDO

E vorrai sopportare un giorno di sentirti rinfacciare da lui d'averlo
fatto nascere col marchio dell'adulterio?

CLAUDIA

Gl'insegner io a non arrossirne. Per ora mi preme di sottrarlo alla
profanazione della tua abiettezza, e sono pronta ad accusarmi.

ALFREDO

Fortunatamente, il Codice non attribuisce alcun valore alle confessioni
di tal genere.

CLAUDIA

E il tuo nome, la tua stirpe, il tuo... il tuo onore... ti permetteranno
di rassegnarti allo scandalo che poc'anzi temevi? Ti permetteranno di
coprirti di ridicolo negando ci che io affermer? E anche ammesso che
ti ci rassegni, che importanza ha il Codice nel caso nostro? Tu vuoi
accettare una paternit di cui non sei convinto per carpire del danaro a
un parente milionario. Ecco la profanazione alla quale io mi oppongo!
Sei tu sicuro che la confessione mia non baster a farti perdere la
partita?

ALFREDO

_(offuscato dall'ira)_ Non insistere, perdio, perch, quando tu ti
ostinassi a volermi rovinare, io non so che cosa accadrebbe. Un uomo,
che  giunto dove sono giunto io, non ha e non deve pi avere scrupoli
di coscienza!

CLAUDIA

_(invasa dalla paura, sbarrando gli occhi)_ Alfredo!

ALFREDO

S, io potrei essere capace d tutto!...

CLAUDIA

_(indietreggiando)_ Di percuotermi, anche?!

ALFREDO

Taci, te ne supplico!

CLAUDIA

_(serrando al corpo le braccia incrociate come per difendersi, grida:)_
Sarebbe la distruzione! _(Poi, gridando pi forte:)_ Portatemi via!
Portatemi via!

_(IL DUCA e MAURIZIO accorrono.)_


SCENA IV.

IL DUCA, MAURIZIO, CLAUDIA _e_ ALFREDO.


ALFREDO

No... nulla di grave, zio. Non vi spaventate. Una crisi nervosa che....

CLAUDIA

Non  vero! Egli mi ha minacciata di violenze inaudite!

IL DUCA

_(ad Alfredo)_ Tu!

ALFREDO

Zio, io conto sul vostro buon senso. Questa donna  in preda a un
accesso di follia, di cui mi sfugge la causa. Ella vi dice e vi dir
delle cose enormi. Ma sono certo che voi non le presterete fede.

CLAUDIA

_(affannosamente, assorgendo, esaltandosi)_ Duca di Vigena, voi siete
tornato tra noi per amore di pace e di concordia?... Vi hanno ingannato!
Io vi giuro che detesto mio marito e che egli mi detesta. Voi avete
scelto a erede mio figlio come continuatore della famiglia illustre a
cui mio marito appartiene? Ebbene, sappiatelo: mio marito  convinto che
questo figlio non  suo!

IL DUCA

_(impetuosamente)_ Un'accusa che voi respingete?!

CLAUDIA

_(accesa di frenetica baldanza)_ Se avessi voluto respingerla non
l'avrei rivelata a voi. Io sono qui per confermarla, e nessuno la
sosterr con pi fervore di me!

ALFREDO

_(con sfrontata temerit)_ Non bisogna crederle, zio! Io non ho mai
sospettato di lei!

CLAUDIA

_(incalzando)_ Fino a stamane, mentre cercava di riconquistare il vostro
affetto raccontandovi i suoi ravvedimenti e le mie virt, egli mi faceva
seguire, mi faceva spiare; e un'ora fa ha dovuto avere la certezza che
appunto stamane io mi sono recata di nascosto in casa d'un uomo! _(Siede
affranta.)_

IL DUCA

_(furente, ad Alfredo)_ Dunque ti rassegnavi a tutto?!

MAURIZIO

Ah, vivaddio, io non devo permettere che la signora marchesa si lasci
andare al capriccio di accusarsi cos ingiustamente! Ella conta sulla
mia timidit? Ella conta sulla mia prudenza egoistica? Ma io parler,
perbacco! Io parler! Anche perch, dopo di aver parlato, mi sentir
meglio!  proprio in casa mia che ella si  recata stamane. Se la spia 
stata diligente, Alfredo non pu ignorare ci. Questa mattina, s, la
marchesa di Montefranco mi ha onorato di una sua visita, per ragioni che
spiegher pi tardi se sar utile e che adesso sarebbero fraintese. Io
non sono l'amante della marchesa di Montefranco. Ecco quello che per ora
 necessario sapere. E lo affermo in perfetta coscienza, impegnando la
mia parola di gentiluomo.

ALFREDO

_(che lo ha guardato dissimulando la sua completa incredulit, si
affretta ad aggiungere:)_  la verit, zio!

IL DUCA

_(ironicamente)_ Ed era lui, infatti, il solo che ce la potesse dire.
_(Cambiando tono)_ Io credo che da quando esiste l'istituzione
dell'infedelt coniugale, sia questa la prima volta che un marito si
convince che sua moglie non ha un amante esclusivamente perch 
l'amante stesso che glielo garantisce.

MAURIZIO

Ma sono bene io che posso sapere di non esserlo!

IL DUCA

Voi non fate che compiere, nel modo pi rudimentale, il vostro dovere, e
cercate, se non altro, di seguire la tradizione. Chi se ne guarda dal
seguirla  mio nipote. E me ne felicito molto con lui. Egli  un
innovatore! La prammatica gli suggeriva di mettervi alla porta questa
sera e di ammazzarvi, possibilmente, domani....

MAURIZIO

Non ci mancherebbe altro!

IL DUCA

_(continuando)_ Ma chetatevi, perch ci non avverr. Egli, invece di
pensare ad ammazzarvi, vi ha chiamato in suo soccorso, e, tacitamente,
vi ha domandato: Sei l'amante di mia moglie? Voi gli avete risposto di
no. E tutto si  appianato. _(Diventando sempre pi solenne)_ Il che
significa che sullo scandaloso teatro dell'odierno sfacelo morale, dove
perfino i pi degeneri dei suoi pari, tra i disastri del tappeto verde e
quelli dei mercati usurarii, tra il ludibrio della prostituzione
profumata e quello delle tresche, hanno saputo talvolta rappresentare
l'episodio tragico della loro decadenza facendosi saltare le cervella in
omaggio all'antica purezza del blasone, egli, iniziatore della
degenerazione allegra, ha preferito fare del suo stemma il simbolo del
buon umore, l'insegna della pi grottesca comicit!

ALFREDO

_(con risentimento)_ Zio!

IL DUCA

Vi proibisco di chiamarmi zio. Io sono stato bens per un giorno il
vostro zimbello. Non saprei rimproverarne voi. Ma ne chiedo scusa a me
stesso. E me ne vado. _(Rivolgendosi a Claudia)_ Donna Claudia....

CLAUDIA

_(sorpresa che il Duca le rivolga la parola, si alza rispettosamente.)_

IL DUCA

Io..., superfluo il dirlo,.... non ho nessuna predilezione per
l'adulterio. Mi  sempre parso una cosa abbastanza.... vile. Ma devo
convenire che, nei limiti inalterabili dell'errore, voi lo avete
alquanto nobilitato. Se tutti i mariti del bel numero fossero come
vostro marito, e se tutte le mogli adultere fossero come voi, ho
paura... ho paura... che l'adulterio... finirebbe col piacermi. Vi
saluto, Donna Claudia. _(Fa un inchino.)_

CLAUDIA

_(si inchina anche lei)_ Duca.

IL DUCA

_(esce dal fondo.)_


SCENA V.

MAURIZIO, ALFREDO _e_ CLAUDIA.


MAURIZIO

Ed ora, marchesa, spero che vi unirete a me nel dare delle spiegazioni a
vostro marito.

ALFREDO

_(con la bile sulle labbra)_ Io non ti chiedo nessuna spiegazione e te
ne dispenso.

MAURIZIO

Ma non me ne dispenso io.

ALFREDO

Mi hai seccato.

MAURIZIO

Non mi pare.

ALFREDO

Mi hai seccato!

MAURIZIO

_(vivacemente)_ Io ripeto che non sono....

ALFREDO

_(con maggiore vivacit)_ Se tu non fossi l'amante di mia moglie,
saresti qualche cosa di peggio!

MAURIZIO

Tu impazzisci!

ALFREDO

Saresti il traditore pettegolo e malvagio d'un amico di vent'anni, senza
nessuna attenuante!

MAURIZIO

Ma lasciami dire....

ALFREDO

Io preferisco di non crederti tale! E, non per fare della tragedia, come
vorrebbe mio zio -- perch, gi, tanto, il farla con te sarebbe un bel
_tour de force_ -- , ma per essere pratico e spicciativo, ti prego di
risparmiare a me, da oggi innanzi, l'incomodo della tua presenza.

MAURIZIO

Ah, questa  la conclusione? _(A Claudia)_ Io ne piglio una malattia!
_(Poi, ad Alfredo)_ Ma prima di ammalarmi definitivamente e prima di
lasciare per sempre questa casa, giacch ti fa tanto piacere che io sia
l'amante di tua moglie, mi affretto a renderti felice, mi affretto a
colmarti di gioia! S, s, io l'adoro, ella mi adora, noi ci adoriamo
come due pazzi sfrenati; e, se si continua di questo passo, con l'aiuto
della divina provvidenza, andremo tutti e due al manicomio, dove ci
adoreremo con la camicia di forza. Il che sar semplicemente delizioso!
E buona sera! _(Esce difilato.)_


SCENA VI.

CLAUDIA, ALFREDO, IL SERVO.


ALFREDO

Buffone! _(Breve pausa. Si stringe nelle spalle cinicamente. Si avvia
verso il fondo come per uscire.)_

CLAUDIA

Dunque?

ALFREDO

_(si volta. Dopo un'altra pausa, con accento freddo e secco)_ Sta bene.
Ci siete riuscita. Ci separeremo.

CLAUDIA

Legalmente?

ALFREDO

Legalmente.

CLAUDIA

E la vostra paternit?

ALFREDO

Riconosco che l'arbitra naturale siete voi. Voi la negate; e quindi io
la negher.

CLAUDIA

 quello che desidero. Ma dovrete esibire delle prove convincenti.

ALFREDO

Senza dubbio.

CLAUDIA

_(riflettendo)_ Quali?

ALFREDO

Se non ce ne sono, bisogner inventarne.

CLAUDIA

Stabilirete... delle circostanze, delle date, dei confronti....

ALFREDO

Ma badate che anche per inventare queste prove io non potr che
lasciarmi dirigere da voi, perch i confronti, le date, le circostanze,
si devono coordinare a un fatto molto intimo... di cui soltanto voi
possedete il SEGRETO.  il trionfo delle vostre idee.

CLAUDIA

E allora?

ALFREDO

Ci metteremo d'accordo.

CLAUDIA

Vogliamo parlare adesso?

ALFREDO

Parliamo adesso.

CLAUDIA

_(tocca il bottone del campanello.)_

IL SERVO

_(comparisce subito dal fondo.)_

CLAUDIA

Non siamo in casa per nessuno.

IL SERVO

_(via.)_

CLAUDIA

_(siede presso un tavolino.)_

ALFREDO

_(paziente, prende una sigaretta, l'accende. Poi siede dirimpetto a
Claudia)_ Sono a voi.

CLAUDIA

_(con un lieve gesto, severamente avverte)_ Prego....

ALFREDO

 vero, s! _(Getta via la sigaretta.)_

    _(Sipario.)_




ATTO TERZO.

_In campagna. --  il pomeriggio di una bella giornata settembrina. Una
camera spaziosa nitida, gaia, piena di aria e di luce. L'ambiente 
quasi rusticano, ma raggentilito da una signorilit semplice e modesta.
-- Una porta a destra, una porta a sinistra. Un'altra porta, molto ampia,
a due battenti, si apre nel mezzo della parete in fondo e scopre il
verde scintillante di un pergolato. A poca distanza dalla porta, tra il
fogliame della vigna, spicca la tinta biancastra del parapetto d'un
pozzo e mettono un luccicho pi vivo la secchia tersa e la carrucola
che pende dal ferro arcuato. -- Un finestrone  accanto all'uscio di
fondo e s'apre anch'esso sulla vigna. La camera  mobiliata per le
bisogne domestiche. Una credenza carica di stoviglie, di biancheria, di
posate. Qualche stipo, qualche pianta di rosa in un vaso grezzo. Una
piccola tavola per il desco. Una tavola grande coperta da un panno
bianco, e sopra di essa alcune scatole in cui sono ammonticchiati
bavaglini, camicine, cuffiette. Accanto a questa tavola, un cestino da
lavoro._


SCENA I.

CLAUDIA _e_ TERESINA.


CLAUDIA

_(in piedi presso la tavola coperta dal panno bianco, vi stende su
nastrini, tulle, mussola.  sola. Chiama:)_ Teresina!

TERESINA

_(di dentro)_ Signora!

CLAUDIA

Che non sia freddo addirittura cotesto ferro.

TERESINA

_(entra portando un ferro da stirare. Lo accosta un po' alla faccia)_
Per stirare robetta leggera, basta com'.

CLAUDIA

Dammi.

TERESINA

Faccio io. So fare. Voi vi affaticate troppo.

CLAUDIA

Ma di che t'impicci, tu? Non sono mica ammalata, per tua norma. _(Prende
il ferro, lo strofina sopra una pietra che  sulla tavola e stira
accuratamente.)_

TERESINA

Un poco ammalata, siete. Ieri, per esempio....

CLAUDIA

Che ne sai di ieri?

TERESINA

Si vedeva.

CLAUDIA

_(stirando)_ Non c'era niente da vedere, hai capito?

TERESINA

Avevate la faccia come la carta che era una piet a guardarvi!

CLAUDIA

Ma che me ne importa di ieri se oggi sto benissimo? Sto meglio di te,
sai.

TERESINA

E no! Tutte le donne sono un po' malate quando fanno i figliuoli.

CLAUDIA

Vorrei sapere chi te le insegna queste sciocchezze!

TERESINA

Il curato.

CLAUDIA

Mi meraviglio di lui che parla di certe cose alle ragazze.

TERESINA

Ce ne parla a fin di bene. Egli ci dice sempre che il fare figliuoli 
una malattia. _(Imitando la voce del curato)_ State attente, ragazze,
state attente a non cadere in peccato. Fatelo almeno per la salute.

CLAUDIA

_(sorridendo)_ Se dice cos, dice giusto. Ma resta a capire quand' che
si cade in peccato.

TERESINA

Da noi, non si cade in peccato solamente quando ci si marita. Ho da
riscaldarlo un altro ferro?

CLAUDIA

No, grazie, non mi serve. Apparecchia piuttosto e pensa a darmi da
pranzo.

TERESINA

Ho gi messo a cuocere i ceci.

CLAUDIA

Mi dai la buona minestra paesana?

TERESINA

Quella vi do. _(Apparecchiando la tavola per il pranzo, indugia ogni
tanto a parlare.)_ Vi piace?

CLAUDIA

Molto. E mi ti raccomando per la carne, Teresina. Ricrdati che devo
mangiarne spesso; e tenera ha da essere.

TERESINA

Don Fabiuccio Nasti, che nella macelleria del padre comanda lui, me n'ha
portato un tocco da fare alla cacciatora, tenero come il burro.

CLAUDIA

Un quarto di chilo?

TERESINA

Pago sempre per tanto; ma siccome lui amoreggia con me, io ne profitto e
me ne prendo di pi.

CLAUDIA

Ci non va bene.

TERESINA

Io me lo sposo.

CLAUDIA

E che vuol dire che te lo sposi?

TERESINA

Vuol dire... che gli dar pi di quello che ho preso.

CLAUDIA

E della malattia, non ne hai paura?

TERESINA

Eh! Presto o tardi ci si ha da passare, penso io. Siamo donne per
questo.

CLAUDIA

Hai ragione. _(Ha finito di stirare. Raccoglie e piega i nastrini, il
tulle, la mussola.)_  vero che la Madonna di Roccaromita protegge le
mamme?...

TERESINA

S che le protegge. Avete fatto bene a venirvene a Roccaromita.

CLAUDIA

Ma io _(dissimulando)_... non ne sapevo nulla. Ci sono venuta perch qui
ho trovato da acquistare questa casetta per pochi soldi.

TERESINA

La Provvidenza vi aiuta.

CLAUDIA

_(animandosi)_ Certo che mi aiuta! _(Il suo viso si contrae un poco.
Ella si sorregge a una sedia.)_

TERESINA

Lo vedete?!...

CLAUDIA

No, no, t'inganni.

TERESINA

_(si affretta a soccorrerla.)_

CLAUDIA

Ma no.... Inezie! _(Un silenzio.) (Siede.) (Le passa sulla fronte come
un'ombra. Indi scuote la testa. Si rianima.)_ Ecco. Pi niente. _(Si
dispone ad agucchiare_.)

TERESINA

_(terminando di apparecchiar la tavola)_ Frutta ne ho da comperare?

CLAUDIA

E guarda! Abbiamo l quel po' po' di uva moscadella.

TERESINA

Se la nuova massaia non se ne dispiace....

CLAUDIA

Non pu dispiacersene. L'uso di questa piccola vigna me lo sono
riserbato per me.

TERESINA

Allora ve li colgo due grappoletti maturi?

CLAUDIA

_(festosamente)_ Io! Io! _(Si alza e corre al pergolato.)_

TERESINA

_(curiosando, tocca e guarda i nastri, i merletti, le cuffiette, le
camicine, i bavaglini gi cuciti.)_ Gli fate un corredo coi fiocchi al
piccino!

CLAUDIA

_(dal pergolato, mentre sceglie i grappoli da cogliere)_ Non guastare,
Teresa.

TERESINA

Non guasto, no. _(Continuando a guardare)_ Ma, perch poi tanto tempo
prima?

CLAUDIA

Com' bionda! Sembra tutta sparsa di polvere d'oro. _(Tornando con i
grappoli in mano e assaggiando qualche chicco d'uva)_ E com' dolce!
Prendi, Teresa.

TERESINA

_(stacca anche lei qualche chicco e gusta.)_ Dolce assai.

CLAUDIA

_(mette l'uva sulla tavola da pranzo e si asciuga le dita alla
tovaglia.)_

TERESINA

_(con riflessione)_... A voi che ve ne pare? Sar un maschio o sar una
femmina?

CLAUDIA

_(stringendosi nelle spalle, tutta sorrisi in volto)_ Mah! _(Siede
presso il cestino.)_

TERESINA

Non ce l'avete messa l'intenzione?

CLAUDIA

_(infilando l'ago)_ No.

TERESINA

Quando sar il momento, io ce la metter, perch il primo figlio lo
voglio maschio.

CLAUDIA

_(cominciando a ornare una cuffietta)_ E se lo sposo ce ne metter
un'altra?

TERESINA

L'intenzione dell'uomo non conta!

CLAUDIA

Ah no? _(Si volta e la guarda.)_ E questo chi te l'ha insegnato?

TERESINA

Nessuno. Lo so da me.

    _(Si odono di dentro tre colpi alla porta.)_

CLAUDIA

Picchiano, Teresa. Sono tre colpi. Sar il signor Maurizio.

TERESINA

Vado. _(Esce a sinistra.)_

    _(Un silenzio.)_

TERESINA

_(senza comparire, dalla stanza attigua)_  lui: il signor Maurizio.

CLAUDIA

_(celiando)_ La marchesa non riceve.


SCENA II.

CLAUDIA _e_ MAURIZIO


MAURIZIO

_(porta gli occhiali verdi. Indossa un costume dalle tinte gaiette e un
paltoncino col bavero alzato. Entrando:)_ Riceviate o no, io sono qua.

CLAUDIA

Ancora?!

MAURIZIO

Come _ancora_?  un pezzo che non mi vedete.

CLAUDIA

Da ieri l'altro.

MAURIZIO

Ma non da ieri. Ce n'era abbastanza per credere che voi aveste il pi
vivo desiderio di vedermi.

CLAUDIA

Venite qua. Sedete. _(Gli porge la mano, che Maurizio stringe con tutt'e
due le sue.)_

MAURIZIO

_(piglia una sedia e sta per sedere accanto al cestino.)_

CLAUDIA

Toglietevi, per favore, quel palt, quegli occhiali.... Siete opprimente
cos imbacuccato!

MAURIZIO

Gli occhiali me li tolgo subito, perch qui dentro, se Dio vuole,
polvere non ce n'. Ma quella strada maestra!... L'altro ieri mi sono
rovinato gli occhi. Guardate qui. _(Allargando le palpebre con le dita)_
Ho una minaccia di congiuntivite! Lasciare le strade maestre in quello
stato  un'infamia! Ma che cosa fanno i consiglieri della Provincia? Che
cosa fanno i deputati? Che cosa fanno i ministri? _(Siede.)_

CLAUDIA

E il palt?

MAURIZIO

No. Vi domando perdono, ma il palt, per ora, mi abbisogna. Ho fatto di
corsa quest'ultimo tratto di via, che mi sembra il Calvario, e, se non
mi sbaglio, sono un tantino sudato. Aggiungete poi che questa non  mica
una camera:  una ghiacciaia.

CLAUDIA

Potevate fare a meno di correre.

MAURIZIO

Eh!... Di tante cose si potrebbe fare a meno!

CLAUDIA

Per esempio?

MAURIZIO

Per esempio, di venire fin quass tre volte la settimana.

CLAUDIA

Perch ci venite?

MAURIZIO

Io non lo so.

CLAUDIA

_(ridendo un po')_ Ah, ah, ah!

MAURIZIO

Che c' da ridere?

CLAUDIA

Ricordavo... le tre volte la settimana di Olghina: luned, mercoled e
venerd.

MAURIZIO

Ma che confusione fate!

CLAUDIA

_(graziosamente, dopo una pausa)_ Come sta?

MAURIZIO

Sta bene. Credo che stia bene.

CLAUDIA

Sempre... tre volte la settimana?

MAURIZIO

No, no.

CLAUDIA

Due volte?

MAURIZIO

Nemmeno.

CLAUDIA

Una sola?!... Povero Maurizio!

MAURIZIO

_(con comico risentimento di uomo offeso nel suo amor proprio maschile)_
Vi prego di credere, Donna Claudia....

CLAUDIA

Andiamo, non vi arrabbiate con me, ch anzi io mi compiaccio di sapervi
divenuto pi saggio.

MAURIZIO

Pi saggio!... Chi pu dirlo poi se sia precisamente saggezza? La verit
 che tutta questa storia mi ha scombussolato. Ci pensate, voi, a quel
che mi capita? Quando verr pronunziata la sentenza di separazione tra
voi e vostro marito non ci sar un cane che non avr la convinzione
ch'io sia il vostro amante e anche il.... Mi capite, eh?

CLAUDIA

La vedete questa cuffiettina com' caruccia?

MAURIZIO

La vedo, s, la vedo.

CLAUDIA

 un amore!

MAURIZIO

 tanto caruccia, ma datemi retta. Non si tratta d'una bazzecola.  un
fatto d'una gravit singolare, singolarissima. Io sar in una falsa
posizione vita natural durante.

CLAUDIA

_(con la massima calma, lavorando a un'altra cuffietta)_ Il vostro nome
non verr fuori. Voi sareste forse indiziato se ci fosse un sincero
dibattito in tribunale. Invece, no, sar tutta una mirabile finzione,
perch mio marito ed io ci siamo messi d'accordo.

MAURIZIO

Ma visto che di accordo avete stabilito di dimostrare che vostro figlio
non  suo, il naturale candidato alla paternit ho il piacere di essere
io.  chiaro.

CLAUDIA

_(senza darsi nessuna pena)_ Ma no!

MAURIZIO

Sentite, Donna Claudia, questo figlio deve averlo fatto qualcuno.

CLAUDIA

_(con un sorrisetto bonario)_ Ecco quello che vi nego.

MAURIZIO

_(scattando in piedi e levando la voce)_ Quando si arrivano a dire di
simili enormit, non c' pi nulla a sperare dalla logica umana!

CLAUDIA

_(graziosissimamente)_ Non urlate, Nun, perch gli urli mi guastano
l'appetito.

MAURIZIO

Chi  Nun?

CLAUDIA

_(rifacendo le voci e i gesti del primo atto)_ Addio Nin -- Addio
Nun. _(Ride.)_

MAURIZIO

_(rammentandosi)_ Ah!... Ve ne ricordate? _(Facendosi serio)_ E da
allora, purtroppo, sono cominciati i guai!

CLAUDIA

    _(ride pi forte.)_

MAURIZIO

Ma voi ridete sempre, Donna Claudia!

CLAUDIA

O Dio! Non dovrei ridere neppure pensando a quel servo imbecille, che,
secondo voi, riconoscendomi per la marchesa di Montefranco, mi avrebbe
terribilmente compromessa? Vedete come sono mutate le cose. Adesso, voi
medesimo venite quass, da me..., tre volte la settimana, affrontando la
polvere, il caldo, il freddo, il vento, e mi compromettete con la pi
spensierata disinvoltura.

MAURIZIO

_(sedendo di nuovo)_ Voi scherzate, e intanto vi assicuro che, pi o
meno, queste stesse parole io me le dico senza punto scherzare, quando
ci penso. Non  proprio della compromissione ufficiale che io mi
preoccupo. Oramai, quella l  un incidente esaurito. Ma c' una
compromissione di altro genere....

CLAUDIA

Che riguarda voi e me?

MAURIZIO

_(facendosi sempre pi serio)_ No, riguarda me solo. Perch, sappiatelo,
_(con vibrazione malcontenuta)_... non tutti gli uomini sono come
sembrano!...

CLAUDIA

Bella novit!

MAURIZIO

Io sembro un vecchio fannullone, un vile cultore del proprio benessere,
di quel benessere mediocre e pedestre che non corre nessun rischio in
mezzo agli urti, alle grida, alle afflizioni, alle lagrime dell'umanit
sofferente, e che, d'altra parte, non aspira alle grandi gioie, ai
godimenti supremi, e non li rasenta mai. Io sembro un uomo fatto con la
ricetta: tanto di prudenza, tanto d'indifferenza, tanto di bont, tanto
di debolezza, tanto di virt e tanto di vizio, e il tutto mescolato bene
e riscaldato a bagnomaria. Io sembro, insomma, e sono forse stato, ne
convengo, la negazione di ci che rende la vita molto bella o molto
brutta, di ci che la rende movimentata e profonda, di ci che la
distrugge e la ravviva, che l'abbassa fino al fango o la eleva sino al
Cielo: _(con uno slancio d'entusiasmo)_ ma io, Donna Claudia....

CLAUDIA

_(interrompendolo apposta e mostrandogli la seconda cuffietta)_ Vi piace
quest'altra col nastrinuccio celeste?

    _(Una breve pausa.)_

MAURIZIO

_(dissimulando un po' di tristezza interiore)_ S, mi piace.

CLAUDIA

Ce n' di tutti i gusti. Guardate! Guardate! _(Prende la scatola
riboccante di cuffiette.)_

MAURIZIO

Difatti, ce n' moltissime.

CLAUDIA

E ce ne saranno anche di pi.

MAURIZIO

Ma, tanto per sapere, quanti figliuoli contate di mettere al mondo in
una sola volta?

CLAUDIA

_(con tenerezza soave)_ Uno, mio buono Maurizio, che sar tutto il mio
mondo!

MAURIZIO

Ecco.... Quando dite queste cose, con quella voce, con quel certo non so
che di dolce e di commovente...,  un affare serio! Io ne piglio....

CLAUDIA

Una malattia!

MAURIZIO

_(La commozione quasi lo vince suo malgrado)_ No! Donna Claudia, devo
convenire... che ne piglio un poco di buona salute.


SCENA III.

CLAUDIA, MAURIZIO _e_ TERESINA.


TERESINA

_(di dentro)_ Signora! _(E tossisce come per meglio avvertire della sua
presenza.)_

CLAUDIA

Cosa c'?

TERESINA

_(di dentro)_ Posso entrare?

CLAUDIA

_(a Maurizio, sorridendo della reticenza di Teresina)_ Che ne dite? Pu
entrare?

MAURIZIO

Come vi divertite a mie spese! _(Tentennando la testa in segno di
pazienza)_ Entra pure, ragazza, ch non ci disturbi.

TERESINA

    _(si avanza con la zuppiera fumante.)_

CLAUDIA

_(continuando la celia -- a Teresina)_ Perch hai domandato se potevi
entrare?

TERESINA

_(indicando Maurizio)_ Eh! Quando c' lui....

MAURIZIO

No, sai, ti sbagli!

TERESINA

_(mettendo la zuppiera in tavola)_ Mi prendete per allocca. Ma io lo
capisco quello che siete.

MAURIZIO

 inutile: ne  convinta anche lei!

CLAUDIA

Almeno per galanteria, non dovreste lamentarvene.

MAURIZIO

_(alzandosi)_ S, s. Buon pranzo! Io vi lascio.

CLAUDIA

_(preparando in fretta un altro coperto)_ No, no. Qui. Pranzate con me.
Vi offro una minestrina paesana, che  un piccolo capolavoro.

MAURIZIO

Non  ora mia, Donna Claudia. Vi ringrazio.

CLAUDIA

In campagna si pu mangiare a tutte le ore.

MAURIZIO

Mi far molto male, lo so. Ho anche l'emicrania, oggi.

CLAUDIA

Sedete e mangiate. Senza discussione, e, soprattutto, senza palt.

TERESINA

Evvia, non vi fate pregare, ch dovreste essere voi a pregar lei.

MAURIZIO

Santa pazienza! _(Si toglie il paltoncino e siede a tavola.)_

CLAUDIA

Svelta, Teresa. Taglia il pane e cerca nella credenza una bottiglia di
Gragnano rosso.

TERESINA

    _(esegue.)_

CLAUDIA

_(servendo la minestra)_ Sentite che odore? Roba sana! E bisogna
mangiarla calda calda. _(Insistendo)_ Non fate raffreddare.

MAURIZIO

Ho capito! _(Assaggiando)_ Non avete torto, sapete. Sar forse la
suggestione, ma giurerei di non aver mai provato una minestra squisita
come questa.

CLAUDIA

E se aveste la fame che ho io!

MAURIZIO

 un piacere vedervi a tavola con tanto ardore!

CLAUDIA

Teresa! Teresa! Bada alla carne. Non troppo cotta, mi raccomando.

TERESINA

    _(via.)_

MAURIZIO

Non vi si riconosce pi. Non so.... Siete tutt'altra donna!

CLAUDIA

E dite, dite la verit: d'aspetto come mi trovate?

MAURIZIO

Attraentissima!

CLAUDIA

Che c'entra!

MAURIZIO

Vi trovo colorita, fresca, luminosa, magnifica. E mi pare che tutto sia
attraente.

CLAUDIA

E ieri, invece, quel vecchio gufo del dottor Berner, dicendomi delle
parole sibilline, mi guardava con certi occhi che per un momento mi
fecero sospettare d'essere diventata un cencio.

MAURIZIO

Come vi salt il ticchio d'andare dal dottor Berner?

CLAUDIA

Volli consultarlo.

MAURIZIO

Eravate molto sofferente?

CLAUDIA

_(con urgenza, eccitandosi)_ No! Poco, pochissimo... quasi niente! Ve lo
accerto, Maurizio: quasi niente....

MAURIZIO

Ne sono persuaso, che diamine! E appunto, dicevo, non era il caso di
recarsi apposta in citt per consultare un pezzo grosso.

CLAUDIA

D'altronde, io non ho nessuna esperienza. Il dottor Berner mi ha vista
nascere....  uno specialista di gran fama.... Mi parve abbastanza
naturale profittare dei suoi consigli.

MAURIZIO

E questi consigli?

CLAUDIA

Non me ne dette.

MAURIZIO

Meglio.

CLAUDIA

Soltanto, con la sua consueta aria d'importanza, mi promise che verr
domani a vedermi qui. Ma mi annoia la sua visita. Io non lo ricever.

MAURIZIO

Scrivetegli di non venire.

CLAUDIA

E se poi... _(si rattrista ad un tratto)_ Se poi... avesse a dirmi
qualche cosa di molto serio?

MAURIZIO

Non cominciate a farneticare, adesso, perch, su questo terreno, oggi,
non me la sento di seguirvi. Io non sono uno specialista.... Ci 
incontestabile. Ma se io vi dico che non siete mai stata cos florida e
forte, potete contarci.

CLAUDIA

Giuratemi che non m'ingannate.

MAURIZIO

... Ve lo giuro.

CLAUDIA

_(esaltandosi)_ S, s, vi credo, vi credo!... Voi siete un amico
incomparabile, voi siete un angelo, e io vi credo. Via tutti i
farfalloni neri! Mangiamo, beviamo.... Beviamo tanto da ubbriacarci.
_(Versando il vino)_ Non vi volete ubbriacare, voi?

MAURIZIO

_(esaltandosi anche lui)_ Ma s che voglio ubbriacarmi, perbacco!

CLAUDIA

Vi abbraccerei.

TERESINA

_(di dentro, tossisce per prudenza e domanda:)_ Posso entrare?

CLAUDIA

_(prorompe in una risata)_ Ah, ah, ah!

MAURIZIO

 esasperante!

CLAUDIA

    _(ride clamorosamente.)_

MAURIZIO

Entra, entra, entra! Afflizione!

CLAUDIA

Ma questa volta, scusate, poteva anche aver ragione. Stavo per
abbracciarvi....

MAURIZIO

Magari!

TERESINA

_(entrando)_ Carne poco cotta. _(Mette la carne in tavola.)_

CLAUDIA

Bravissima! _(Beve d'un fiato. Poi a Maurizio:)_ E voi?

MAURIZIO

Eccomi. _(Ingolla un bicchier di vino.)_

TERESINA

    _(cambia i piatti.)_


SCENA IV.

CLAUDIA, MAURIZIO, TERESINA, ROSALIA.


ROSALIA

_(comparisce sotto il pergolato e si ferma di l dalla soglia,
timidamente. Ha in braccio il bimbo lattante e porta con una mano una
canestra piatta, verdeggiante)_ Signora bella!

CLAUDIA

_(voltandosi)_ Oh! Rosalia? _(A Maurizio)_  la nuova massaia che 
venuta ieri. Tanto cara! _(A Rosalia)_ Favorisca la nostra vicina,
favorisca!

ROSALIA

Non voglio darvi fastidio, signora bella. Ho qui, per voi, un po' di
giuncata fatta or ora. Se non vi offendete....

CLAUDIA

_(battendo le mani)_ La giuncata!? Che delizia! Accetto con entusiasmo!
Voi avete avuta un'idea sublime!

ROSALIA

_(restando in fondo)_ Era dovere. Ieri, signora bella, diceste che
avevate desiderio di giuncata. E due e tre volte lo diceste. E dagli
occhi si vedeva che era vero. Non volevo avere scrupoli di coscienza. Ne
ho fatti cinque dei figli, e dispiaceri non ne ho avuti, perch la gente
che mi stava attorno ci badava a queste cose. Ma mia sorella, la pi
grande, poveretta, per un desiderio di lenticchie -- che nessuno se
n'accorse -- non ebbe neanche il tempo di raccomandarsi alla nostra
Madonna, e all'impensata fece il figlio morto. Uno strazio che non vi so
dire!

CLAUDIA

_(si rannuvola, e fissando gli occhi nel vuoto, resta per un istante
assorta.)_

MAURIZIO

_(se ne avvede e vorrebbe distrarla)_ Avanti la giuncata, Teresina!

CLAUDIA

_(scotendosi e cercando di dominarsi)_ Avanti! Avanti!

MAURIZIO

Ne ho desiderio anch'io e me ne voglio fare una scorpacciata. Non si sa
mai!...

CLAUDIA

Prendetene, prendetene tanta!

TERESINA

    _(mette in tavola la giuncata.)_

MAURIZIO

    _(ne riempie il suo piatto.)_

CLAUDIA

_(contemporaneamente ne cava dalla canestra a grosse cucchiaiate e se le
caccia in bocca come per avidit)_ Buona!

ROSALIA

_(accomiatandosi)_ Con permesso....

CLAUDIA

Restate ancora un poco, Rosalia. Posso offrirvi un bicchiere di vino?

ROSALIA

No, a stomaco digiuno non ne bevo. _(Accennando al bimbo)_ Questo qui me
lo proibisce.

CLAUDIA

 lui il tiranno?

ROSALIA

Comanda lui, s'intende.

CLAUDIA

E avvicinatevi. Mi fate venire il torcicollo.

ROSALIA

Ho dietro di me un mezzo reggimento, signora bella. Me ne devo andare.

CLAUDIA

Gli altri bimbi, forse?

ROSALIA

Uno  a casa con la febbre....

CLAUDIA

Con la febbre? Verr subito a fargli una visita.

ROSALIA

Non  niente.  febbre di crescenza. E ce n' voluto per farlo stare a
letto! Ma ci sono gli altri tre, che non mi lasciano un momento.

CLAUDIA

Io non li vedo.

ROSALIA

Si nascondono perch hanno vergogna. E poi son sudici che paiono usciti
da un fumaiolo.

CLAUDIA

Non importa. Fatemeli vedere.

ROSALIA

_(voltandosi e chiamando con la voce e col gesto)_ Venite qua.... La
signora vi perdona che siete in quello stato. La signora bella non vi
sgrida. Venite qua!

_(Tre bimbi paffuti, graziosi, scalzi, con indosso dei brandelli di
panni contadineschi, sgusciano dal pergolato e si aggrappano con ambo le
manine alla gonna di Rosalia e sogguardano Donna Claudia in un misto di
curiosit e di timor panico infantile.)_

CLAUDIA

_(alzandosi ancora con la bocca piena di giuncata)_ Eccoli l,
finalmente!

ROSALIA

_(ai bimbi)_ Oh, che stracciate la veste a mamma!

CLAUDIA

Come li avete fatti bene, Rosalia!

ROSALIA

Andate a baciare la mano alla signora.

CLAUDIA

Niente affatto! Ci penso io, invece, a tempestarli di baci. _(Corre a
loro vivacemente come per afferrarli.)_

_(I bambini fuggono riempiendo l'aria di piccoli gridi.)_

CLAUDIA

Voi fuggite, ma io vi raggiungo, e faremo la guerra! _(Li rincorre e
sparisce tra il fogliame.)_

_La voce d'un_ BIMBO

Non mi pigli! Non mi pigli!

ROSALIA

Cattivacci!

_La voce di_ CLAUDIA

_(allontanandosi)_ Che guerra che faremo!

_(Si ode lo strepito gaio dei bimbi che scappano.)_

MAURIZIO

_(andando verso il fondo)_ Donna Claudia! Non vi scalmanate cos,
benedetto Dio!  aria di raffreddori!

ROSALIA

_(a Maurizio)_  buona come la Madonna la vostra signora. Ve la possiate
godere per cento anni!

MAURIZIO

Auff!

ROSALIA

_(va via ripetendo_:) Cattivacci! Cattivacci!

MAURIZIO

Per quest'altra, io sono addirittura il marito!

TERESINA

Che aspettate per sposarla?

MAURIZIO

Sta zitta tu, non m'irritare.

TERESINA

Quando non avevate voglia di sposarla, non dovevate essere cos
imprudente!

MAURIZIO

Fammi la grazia, Teresa: vattene in cucina!

TERESINA

Ho da sparecchiare.

MAURIZIO

Non vedi che la signora ha da mangiare ancora la carne?

TERESINA

Non la manger pi. Siete voi che le fate perdere l'appetito.

MAURIZIO

Non irritarmi, Teresa, e non mi ballare dinanzi agli occhi, ch mi si
aggrava il mal di capo. Ho due chiodi qui! _(Si tocca le tempie.)_

TERESINA

_(portando via il piatto con la carne)_ Se fossi stata io....

MAURIZIO

Vattene in cucina!

TERESINA

Neanche un'unghia mi sarei fatta toccare! _(Esce a sinistra.)_

_La voce di_ CLAUDIA

_(chiamando)_ Maurizio!

MAURIZIO

_(rispondendo)_ Donna Claudia!

_La voce di_ CLAUDIA

Io vado a casa di Rosalia per vedere il piccino infermo. Volete venire?

MAURIZIO

Grazie, no.

_La voce di_ CLAUDIA

E la passeggiatina del dopo pranzo?

MAURIZIO

La faccio al coperto.

_La voce di_ CLAUDIA

Torno fra dieci minuti. Mi aspettate?

MAURIZIO

Vi aspetto.

    _(Ancora pi lontano, il grido dei bimbi.)_

_La voce di_ CLAUDIA

Che guerra che faremo se vi piglio!


SCENA V.

TERESINA, MAURIZIO, ALFREDO.


TERESINA

_(entrando in fretta)_ Signore! Signore! C' un signore che vuol parlare
alla signora.

MAURIZIO

_(molto perplesso, tra s)_ Dio mio! Sar il dottor Berner. _(A
Teresina)_ Digli che la marchesa non  in casa, ma che torna subito. E
intanto pu favorire, se vuole.

ALFREDO

_(dalla sinistra)_ Ti ringrazio del permesso....

MAURIZIO

_(vivamente sorpreso)_ Sei tu!

TERESINA

    _(esce.)_

MAURIZIO

Io non potevo immaginare che fossi proprio tu.

ALFREDO

Io, al contrario, avevo immaginato di trovarti qui. _(Osserva i due
coverti)_ Non ti confondere, perch, anzi, io ci contavo sulla tua
presenza. E il caso  stato provvidenziale. Sono giunto a pranzo finito,
e mia moglie  fuori. Ci mi d agio di parlare con te invece che con
lei. E sar bene.

MAURIZIO

Tua moglie  andata a far visita alla massaia di questo podere. Ora te
la chiamo, la faccio venire, e io me ne vado in santa pace. _(Piglia il
cappello e s'avvia verso il fondo.)_

ALFREDO

_(fermamente)_ Tu non la chiamerai, e avrai la compiacenza di
ascoltarmi. _(Poi, con mitezza)_ Vedrai che ho avuto ragione di contare
su te.

MAURIZIO

    _(resta titubante, interdetto.)_

ALFREDO

Siedi e stammi attento.

    _(Siedono ambedue.)_

ALFREDO

Suppongo che tu sappia... che le pratiche per la separazione legale
saranno tra breve iniziate.

MAURIZIO

Lo so.

ALFREDO

N puoi ignorare che lo scopo essenziale a cui tende mia moglie con la
separazione non  davvero quello di sottrarsi alle formalit d'una
unione, la quale sarebbe diventata sempre pi effimera. Ella vuole
sopprimermi ufficialmente come marito soltanto per sopprimermi come
padre. Ci sarebbe evidente anche se ella non lo avesse pi volte
affermato. E giacch suo figlio, a quanto ella asser con tanta
insistenza, non  mio figlio, io, a sangue freddo, non ho potuto che
accondiscendere al riscatto da lei sognato. In queste condizioni, il
separarsi legalmente non  un fine:  un mezzo. I termini sono
invertiti. Non  gi che bisogna provare l'adulterio per separarsi; ma
bisogna separarsi per provare l'adulterio. Bisogna, cio, procedere allo
scandalo d'una separazione per adulterio affinch venga proclamato
dinanzi a lei, dinanzi a me, dinanzi alla societ, dinanzi alla legge,
che io non sono il padre della sua creatura.

MAURIZIO

_(vivissimamente)_ Non avresti dovuto accondiscendere!

ALFREDO

Io ho avuto anzitutto l'intenzione di riconoscere tutta la nobilt che 
nella sua monomania di madre.

MAURIZIO

Tu hai accondisceso quando hai perduto ogni speranza di riconquistare
tuo zio e quando, data la tua diffidenza, non vedevi nel figlio di tua
moglie che un cumulo di grattacapi.

ALFREDO

Ma sono state appunto la sua follia e la sua ostinazione che hanno
soffiato in quella diffidenza per mutarla in convincimento.

MAURIZIO

_(animandosi)_ Se tu fossi stato un uomo degno di lei....

ALFREDO

_(interrompendolo con severit)_ Bada che non permetto a te di farmi
delle prediche!

MAURIZIO

Sei tu che hai desiderato di parlare con me, e, adesso, perdinci, non
m'impedirai di dirti tutto quello che mi passa pel capo. Ah no! Non mi
trovi pi disposto a farti da pertichino. Le vicende a cui ho assistito,
e nelle quali mi son trovato complicato per un capriccio del caso, mi
hanno scosso dal mio torpore e mi hanno costretto a _pensare_ e a
_sentire_, rivelando alla mia coscienza un'anima non completamente
frigida e un cervello non completamente fossilizzato. Se tu fossi stato
un uomo degno di lei, ella non avrebbe mai concepita l'idea di
emancipare la sua maternit e di staccare radicalmente da te la sua
creatura. Visto che la maternit  stata l'idea e la meta della sua
esistenza, ella non poteva tollerare, nel fatto compiuto, l'intervento
di un uomo che non aveva avuta nessuna qualit per esserle marito, che
aveva dubitato di lei come una sgualdrina e aveva aspettata la nascita
di un figlio, magari adulterino, per farne lo strumento della sua
venalit. L'orrore suscitato in lei dalle miserie di cui tu minacciavi
il suo altare, ha spinto il suo culto sino al fanatismo, ha spinto il
suo attaccamento sino all'ebbrezza di credere e mostrare che la
paternit  un incidente del tutto trascurabile e che su questo mondo,
al cospetto dei figli, non ci sono che delle madri! Ella non  soltanto
la donna che procrea ed  felice di procreare come tante altre. No!
_(Eccitandosi e commovendosi)_ Ella  la personificazione imponente e
raggiante della maternit; e, nel fenomeno singolare della sua
meravigliosa monomania, si concentrano, allo stato acuto, gl'istinti, i
diritti, le aspirazioni, le passioni, le gelosie e le cupidit divine di
cento madri unite in una madre sola! _(Pausa. Indi, cambiando tono, ma
avendo ancora nella voce l'emozione dell'animo)_ Una volta, forse,
avresti riso sentendomi parlare cos; e ne avrei riso certamente io
stesso. Ora, non ne ridiamo pi n tu n io. Ma... siccome mi accorgo
di... di avere un po' scantonato, me ne dolgo assai con me stesso... e
ti prego di continuare il tuo discorso, liberamente. Continua, continua.

    _(Un silenzio.)_

ALFREDO

_(che lo avr ascoltato acutamente e ne avr osservato il contegno,
sentendo anche lui una vaga commozione insolita, ha ora un accento meno
freddo e pi piano e lievemente angoscioso.)_ Le tue parole mi fanno
approfondire anche di pi la gravit di ci che sto per dirti. Io ne ho,
in questo momento, una sensazione complicata, che mi paralizza, che mi
turba. Vorrei ignorare. Vorrei tacere. Ma il tacere oggi con te non
farebbe che privar lei della tua assistenza.

MAURIZIO

Della mia assistenza?!

ALFREDO

S, dell'assistenza con cui tu, dandole un triste annunzio, potrai
cercare d'attenuarne, in certo modo, l'impressione.

MAURIZIO

_(impallidendo)_ Tu mi spaventi!

ALFREDO

Una circostanza inaspettata elimina la necessit dello scandalo a cui
gi mi disponevo. Mia moglie ed io avevamo stabilito di provare in
tribunale non solo l'adulterio ma anche le sue conseguenze per ottenere,
comunque, legalmente, la sua completa indipendenza di madre. Orbene, non
c' pi scopo alcuno per cui io debba sobbarcarmi alla umiliazione
pubblica del marito ingannato....

MAURIZIO

_(ansioso, febbrile)_ Ma parla, finalmente! Non commentare! Qual'
questa circostanza inaspettata?

ALFREDO

Il dottor Berner ha creduto suo dovere di rivelare a me, marito di
Claudia, ci che egli ha constatato dopo una indagine scrupolosamente
eseguita.

MAURIZIO

Parla!

ALFREDO

Questo figlio non potr nascere!

MAURIZIO

Che dici?

ALFREDO

Per un fatale contrasto della natura, il concepimento medesimo che
Claudia invoc ha rivelato, nell'organismo di lei, il mal di cuore, a
cui deve cedere la sua ambizione materna!

MAURIZIO

_(al massimo dell'ansia, incalzando)_ Ma che dici?!

ALFREDO

Dico che se ella non vi rinunziasse, il suo male si aggraverebbe
inesorabilmente per ucciderla e che in questi casi non c' neppure da
scegliere tra la vita della madre e la vita del figlio. O sottrarre alla
catastrofe quella di lei, o perderle tutt'e due. E quindi la scienza
vuole che s'affretti il sagrificio del figlio per salvare la madre!

MAURIZIO

_(con uno scatto violentissimo)_ Tu menti!

ALFREDO

_(levandosi)_ Maurizio! _(Breve pausa. Indi, con dolorosa malinconia)_
Io non so con esattezza quale sentimento faccia velo al tuo senno e ti
spinga ad abusare della mia posizione.... Non mi riescirebbe difficile
trovare nei tuoi eccessi la conferma... di molte cose. A che servirebbe?
Io non spero di rifarmi una forza morale. Discendo per la mia china
senza neppur tentare di retrocedere, e non mi resta che aggrapparmi a
qualche cespuglio per rendere la discesa meno rapida e meno rovinosa. Ma
non ho mentito. Potrei dartene subito le prove, perch posseggo,
sigillata, la dichiarazione precisa e solenne del dottor Berner, che
soltanto a Claudia spetta di leggere. Non avrei che a violarne il
sigillo. Non voglio farlo! Dandomi del mentitore, mi hai attribuito, in
sostanza, il tentativo di giungere indirettamente a un delitto enorme.
Io t'impongo... io ti supplico di non credermene capace.

MAURIZIO

_(annientato, attonito, pu appena pronunziare qualche parola)_ Ho avuto
torto.... Te ne chiedo perdono.

    _(Pausa.)_

ALFREDO

Concludiamo. Un'ora assai triste suoner tra breve per Claudia. Sar
necessario dapprima disporne l'animo nel modo pi prudente, e poi
assisterla, confortarla, arrecare qualche sollievo al suo dolore
immenso....

MAURIZIO

_(assalito dal terrore)_ No, non posso, non posso!...

ALFREDO

_(sovraeccitato dalla tragedia imminente)_ E vorresti che la notizia le
giungesse all'improvviso, come una coltellata all'oscuro?

MAURIZIO

No!...

ALFREDO

Vorresti ch'ella fosse abbandonata alla sua disperazione e alla rudezza
scientifica del dottor Berner?

MAURIZIO

No!

ALFREDO

O ch'ella continuasse ad alimentare la sua illusione, affinch, nel
momento dell'urgenza, il martirio le fosse inflitto pi terribile e pi
raccapricciante?

MAURIZIO

No! No!

ALFREDO

E allora perch rifiuti?

MAURIZIO

Perch non avrei il coraggio di veder soffrire quella donna come nessuna
donna ha mai sofferto.

ALFREDO

E avresti la fredda crudelt di lasciar crescere di ora in ora le
proporzioni del supplizio sicuro?

MAURIZIO

Tu mi soffochi.

ALFREDO

_(energicamente)_ Io esigo che tu faccia quello che oramai cercherei di
fare anch'io se sapessi di essere la causa prima di questa catastrofe.

MAURIZIO

Ma dunque veramente m'accusi? Ancora m'accusi?

ALFREDO

_(offuscato, sconvolto)_ Io non ti accuso. Io non ti giudico. Io non
distinguo e non comprendo nulla. Io mi accorgo solamente che per la
prima volta in vita mia il mio cinismo m'abbandona[1].

  [1] NOTA PER GLI ATTORI -- Dalla battuta: _No! non posso_ fino
  a questo punto, il dialogo dev'essere affrettatissimo, febbrile.

_(Giungono la voce di CLAUDIA, che grida scherzosamente, e gli urletti
dei bambini di ROSALIA, che le fanno il chiasso intorno.)_


SCENA VI.

CLAUDIA, ROSALIA, MAURIZIO, ALFREDO.


_La voce di_ CLAUDIA

Corriamo, corriamo!... Chi mi vuol bene, appresso mi viene!

    _(Risponde lo schiamazzo dei bimbi.)_

_(ALFREDO e MAURIZIO si guardano l'un l'altro negli occhi, quasi
interrogandosi a vicenda, e hanno lo stesso brivido.)_

CLAUDIA

_(attraversa il pergolato, facendo le viste di correre, seguta a poca
distanza dai bambini vocianti, inebriati dal giuoco.)_ Corriamo!
Corriamo!

_La voce di_ ROSALIA

_(in gran lontananza)_ Attenti per il pozzo, ragazzi, attenti per il
pozzo!

_La voce di_ CLAUDIA

Di che avete paura, Rosalia? Il parapetto  alto....

_La voce di_ ROSALIA

Ma saltano come i grilli questi diavoloni.

_La voce di_ CLAUDIA

Hoppl, hoppl....

_La voce di_ ROSALIA

Non ve li toglierete pi d'attorno, signora bella!

ALFREDO

_(paurosamente a Maurizio)_ Mi ha visto?

MAURIZIO

No... non credo.

ALFREDO

_(in fretta prende il cappello, avviandosi verso la porta a sinistra.)_

MAURIZIO

Non fuggire cos! Se ella ti scorgesse....

ALFREDO

Non mi scorger.

MAURIZIO

La serva glielo dir che qualcuno  stato qui.

ALFREDO

Dovrai dirglielo anche tu che ci sono stato.

MAURIZIO

Appunto per questo la tua fuga  inutile.

ALFREDO

Lasciami andare....

CLAUDIA

Hoppl, hoppl!... Siamo arrivati. _(Entra tutta agitata, tenendo in
mano un ramo fronzuto, rossa in viso, ansimante, i capelli in disordine,
le pupille risplendenti; e, nel vedere il marito, lo apostrofa con
festosa ironia:)_ Oh oh! Quale apparizione!... _(Senza fermarsi, tutta
affaccendata, apre la credenza.)_

ALFREDO

    _(si ferma.)_

_La voce di_ ROSALIA

Luigino! Tot! Nanuccia!... Subito qua!

CLAUDIA

No, no, un momento.

_(I bimbi sono comparsi sotto il pergolato e son rimasti aggruppati,
mezzo nascosti nel verde.)_

CLAUDIA

La signora bella vuol dare le cose buone ai diavoloni. _(Prendendo dalla
credenza una_ bomboniera, _parla a Maurizio)_ Sono ancora i vostri
bonbons: quelli dell'altro jeri. Devono essere igienici!

_(MAURIZIO ed ALFREDO la contemplano con profondo strazio.)_

CLAUDIA

_(torna all'aperto, si accosta ai bambini e distribuisce i_ bonbons) Due
a te, due a te, due a te, e uno -- uno solo -- per il fratellino malato.
_(Li bacia e li sospinge dolcemente.)_ A rivederci, a rivederci,
diavoloni cari.

    _(I bambini spariscono.)_

_La voce di_ ROSALIA

_(lontanissima)_ Qua, Nanuccia! Qua, Luigino!

CLAUDIA

_(rientrando, a Maurizio)_ Voi direte che mi agito troppo. Ma siete un
ignorante. Il moto  indicatissimo. _(Ad Alfredo)_ E cos, caro
marchese, a quale evento devo l'onore di questa visita? _(Porgendogli la
scatola scoverchiata)_ Volete?

ALFREDO

    _(fa appena un gesto di diniego.)_

CLAUDIA

Io, s. _(Mette in bocca un bonbon)_ A voi, Maurizio: servitevi, se  la
vostra ora per gli zuccherini, e riponete.

MAURIZIO

_(studiandosi di parer disinvolto)_ Vi servo. _(Esegue.)_

CLAUDIA

_(ad Alfredo, sempre con gaiezza di sovreccitazione)_ Del resto, proprio
in questi giorni io pensavo di offrirvi... un abboccamento. C' pi d'un
dettaglio importante su cui sarebbe tempo d'intenderci meglio. E se voi
mi avete prevenuta, io ve ne sono veramente grata. Intanto seggo...
perch non ne posso pi. _(Il suo volto ha i segni d'uno spasimo
passeggero. Si abbandona sopra una sedia. -- Breve pausa.)_ Sedete anche
voi, vi prego. _(Ripigliando il tono allegro, nonostante la respirazione
asmatica)_ Parleremo come due vecchi amici. A condizione per che
smettiate quell'aria truce, che non vi sta bene. Capisco che dobbiate
adottarla per l'occhio del mondo; ma qui non c' che Maurizio, e
Maurizio...  di famiglia. Cominciate voi? o comincio io?

ALFREDO

_(senza sedere -- mendicando le parole)_ No, Claudia.... Io, che sono per
voi un estraneo e che tale mi sento di essere, non ho nulla a dirvi.

CLAUDIA

E la vostra visita?

ALFREDO

Convengo d'aver commesso un errore venendo qui.

CLAUDIA

Eppure, una ragione l'avrete avuta per venire.

ALFREDO

S....

CLAUDIA

Quale?

ALFREDO

_(smarrendosi)_... Cercavo di lui... di Maurizio....

CLAUDIA

Non potevate vederlo in citt? Maurizio non abita mica in questa casa.

ALFREDO

Ed  perci che ho confessato d'aver commesso un errore.

CLAUDIA

Per altro, se venivate precisamente qui per trovar Maurizio, sapevate
bene di non trovarlo solo.

ALFREDO

 vero.

CLAUDIA

Sicch avevate stabilito di parlargli dinanzi a me.

ALFREDO

Forse....

CLAUDIA

Il vostro _forse_ non ha senso comune. Non avete che a rispondere o
francamente _s_ o francamente _no_.

ALFREDO

Ebbene, s, dinanzi a voi volevo parlargli....

CLAUDIA

Dunque,... si... trattava di me.

ALFREDO

_(sempre pi imbarazzato)_ Si trattava anche di voi....

CLAUDIA

Ed avete gi esaurito l'argomento?

MAURIZIO

_(intervenendo con uno sforzo)_ S, signora Claudia, abbiamo terminato.

CLAUDIA

Spero che mi farete sapere di che cosa vi siete occupati.

MAURIZIO

Lo saprete....

CLAUDIA

Io voglio saperlo subito.

MAURIZIO

Subito, non  possibile.

CLAUDIA

Ma che aspettate?

MAURIZIO

Prima di prendere una decisione, dobbiamo riflettere, dobbiamo
ponderare....

CLAUDIA

Voi due state per prendere una decisione che mi riguarda, una decisione
della cui importanza non dubito, visto che essa ha gi fatto tacere i
vostri rancori e vi ha riuniti in una solidariet cos bizzarra, e io
dovrei ancora ignorare quel che mi preparate? _(Si leva. Guarda l'uno e
l'altro, cercando d'intuire, di capire, d'indovinare.)_

_(ALFREDO e MAURIZIO, pallidissimi, immobili, vorrebbero sottrarsi
all'intuito di lei, e non sanno.)_

    _(Un silenzio.)_

CLAUDIA

_(con profonda trepidazione)_ Voi mi nascondete... una sventura?
_(Pausa.) (Si trasforma in viso e con una mano nei capelli pare che
voglia premere il cervello per fermarne il pensiero vertiginoso.)_ Ma di
quale sventura vi affaticate a ritardare l'annunzio? Di quale sventura
io vi sembro la vittima se fuori della mia persona, fuori della vita che
 tutta chiusa nella _mia_ vita, nessuna sventura pu essere veramente
mia? _(Un altro silenzio.)_ Voi tacete come due colpevoli... come due
responsabili!... E allora...  una infamia quella che mi riserbate!...

ALFREDO

No, Claudia!

CLAUDIA

 un'infamia, s, s,  un'infamia di cui l'autore principale sei
certamente tu, giacch tu sei il mio nemico!

ALFREDO

Non lo sono pi, non saprei esserlo pi.

CLAUDIA

_(con gli occhi fiammanti di odio)_ Tu, tu, la causa d'ogni male, la
minaccia d'ogni bassezza!

ALFREDO

Ah, Claudia! Con la ferocia del vostro sdegno voi mi strappate dal cuore
quel poco di bont che mi pareva ci fosse entrata, non so come, non so
perch, in un quarto d'ora vissuto in questa casa. Sarebbe stato molto
meglio che me ne fossi allontanato prima che voi arrivaste.... E non ci
rester pi oltre per non esasperarvi maggiormente e per conservare, se
non altro, intatto, il ricordo di qualche cosa che m' passata
stranamente per l'anima facendomi soffrire... e facendomi del bene!
_(Prende il cappello per uscire.)_

CLAUDIA

No, tu non mi lascerai sotto l'incubo di mille dubbi atroci!... _(Gli si
aggrappa addosso, trattenendolo)_ Dimmi tutto, dimmi tutto, te lo chiedo
in grazia, dimmi tutto!

ALFREDO

    _(si ferma.)_

CLAUDIA

    _(se ne distacca.)_

MAURIZIO

    _(fa qualche passo verso di lui.)_

ALFREDO

_(a Claudia, con dolcezza e gravit)_ C' una sventura che vi aspetta:
non un'infamia. Anche questa sventura,  vero, ha in certo modo un
responsabile, perch tale  colui che vi ha resa madre; e la misteriosa
indipendenza della maternit nasconde nella vostra coscienza il suo
nome. Se il responsabile sono io, maleditemi! _(Commosso)_ Ma se
realmente non cade su me la funesta responsabilit, Claudia,... odiatemi
un poco meno! Il documento, che affido a Maurizio, vi dir, a suo tempo,
che avete avuto torto di aggredirmi cos. _(Cava in fretta di tasca una
busta sigillata e la porge subito a Maurizio.)_

MAURIZIO

_(va per impadronirsene, gridando:)_ Alfredo!

CLAUDIA

_(afferra il documento con un rapido atto felino)_ Mio!

ALFREDO

    _(esce rapidamente.)_

CLAUDIA

_(in piedi, tremando come se il suo corpo fosse squassato dal vento,
lacera la busta, apre la carta e legge. A ogni parola, il suo volto
diventa pi terreo, pi contratto, pi stecchito, e le sue pupille si
dilatano.)_

MAURIZIO

_(nel terrore e nella paura d'una crisi ferale, vigila le alterazioni
spaventose di lei.)_

_(Quando ELLA ha letto l'ultima parola, le sue pupille restano
spalancate in una fissit vitrea. La sua persona, ritta, irrigidita,
barcolla. -- MAURIZIO corre a sostenerla, la trascina a una sedia, dove,
ella, inerte, si lascia adagiare.)_

    _(Sipario.)_




ATTO QUARTO.

_La stessa scena. --  notte. -- Sulla credenza un lume acceso. -- La porta
che d sul pergolato  aperta._


SCENA I.

ROSALIA, SUOR FILOMENA _e_ CLAUDIA


ROSALIA

_( sola. S'inginocchia, e prega.)_ Madonna di Roccaromita, Madonna
santa e pietosa, Regina di piet per tutte le mamme sante che soffrono,
per tutte le mamme che portano nel cuore la bont e nelle viscere il
frutto che Dio ha destinato e il dolore che Dio ha comandato; Madonna
nostra benedetta dal Signore, benedetta in cielo e in terra, benedetta
dalle mamme poverelle che hanno partorito sopra letti di paglia e dalle
ricche d'ogni bene che hanno partorito sopra letti di penne e di seta,
benedetta da quelle che hanno vista la morte con gli occhi, benedetta da
quelle che hanno visto nascere il figlio in mezzo alle rose; Madonna
santa e pietosa, Regina di piet e di soccorso, soccorretela voi questa
signora bella, proteggetela voi questa signora buona, benignatevi di
darle la salute per lei e per l'angelo suo, e, se Dio non vuole cos...,
benignatevi di darle la forza di soffrire! _(Resta inginocchiata, in
silenzio.)_

SUOR FILOMENA

_(sulla soglia della porta a destra. Sommessamente)_ Rosalia....

ROSALIA

_(levandosi)_ Eh?

SUOR FILOMENA

 rinvenuta. Ha chiesto da bere.

ROSALIA

Come Ges sulla croce, Suor Filomena?

SUOR FILOMENA

Presto, dell'acqua, per favore.

ROSALIA

Vi servo.

SUOR FILOMENA

    _(sparisce)_

ROSALIA

_(prende un bicchiere e il lume, si accosta al pozzo, e, dalla secchia
che  sul parapetto, versa l'acqua nel bicchiere. Ritorna. Rimette il
lume sulla credenza. Va alla porta a destra e, sottovoce, chiama:)_ Suor
Filomena!

SUOR FILOMENA

    _(rientra.)_

ROSALIA

_(dandole il bicchiere colmo)_ Se poteste metterla a letto....

SUOR FILOMENA

Lo so. Ma non vuole. _(Via.)_

ROSALIA

    _(resta presso la porta in ascolto.)_

_La voce di_ CLAUDIA

_(piena di paura)_ Non ancora! Non ancora! Aspettate!

_La voce di_ SUOR FILOMENA

Tranquillatevi. Sono io, sono io: Suor Filomena.

_La voce di_ CLAUDIA

I miei carnefici!

_La voce di_ SUOR FILOMENA

No, no!

_La voce di_ CLAUDIA

Sono di l!

_La voce di_ SUOR FILOMENA

No, signora Claudia....

    _(Un silenzio.)_

ROSALIA

_(vedendo venire Claudia, si scosta e si rincantuccia in un angolo
oscuro come per nascondersi, guardando attenta e ansiosa.)_

CLAUDIA

_(in una vestaglia bianca, coi capelli sparsi sulle spalle, si avanza
rapidamente. Poi, non vedendo nessuno, si ferma rassicurata.  disfatta.
Gli occhi, dentro le orbite infossate, hanno una lucentezza fredda.)_

SUOR FILOMENA

    _(la segue a distanza, vigile e serena.)_

CLAUDIA

_(a Suor Filomena, con una specie di dolce rancore)_ Voi mi seguite
sempre, Suor Filomena!... Sempre!

SUOR FILOMENA

_(con un gesto di umilt devota, si scusa.)_

CLAUDIA

 questa la consegna?

SUOR FILOMENA

_(ha un altro gesto umilmente affermativo.)_

CLAUDIA

_(dopo una pausa)_ Non c' il signor Maurizio?

SUOR FILOMENA

No,  andato via.

CLAUDIA

Da quanto tempo?

SUOR FILOMENA

Da circa cinque ore.

CLAUDIA

Cos lungamente sono stata priva di sensi?

SUOR FILOMENA

_(attenuando)_ Eravate come assopita.

CLAUDIA

E dove  andato il signor Maurizio?

SUOR FILOMENA

In citt.

CLAUDIA

Nel cuore della notte?

SUOR FILOMENA

Teresina gli ha potuto far trovare gi, in paese, una carrozza con due
buoni cavalli. E con la stessa carrozza egli sar di ritorno, non pi
tardi dell'alba.

CLAUDIA

Ve l'ha detto?

SUOR FILOMENA

Ne era sicuro.

CLAUDIA

Perch cos presto se tutto era stato fissato per mezzogiorno?

SUOR FILOMENA

In verit, il signor Maurizio s' un po' impensierito della crisi; e
allora ha deciso di....

CLAUDIA

Di anticipare il martirio.

SUOR FILOMENA

No.... Di condurre subito qualche dottore....

CLAUDIA

Ho inteso: il dottor Berner con i suoi assistenti! _(Un silenzio.)_ Che
ora ?

SUOR FILOMENA

Sar poco pi delle quattro.

CLAUDIA

Quanto ci vuole per l'alba?

SUOR FILOMENA

_(reticente)_ Una mezz'ora, credo.

CLAUDIA

Mezz'ora! _(Riflette. Poi, di scatto)_ Non entreranno all'improvviso,
Suor Filomena?

SUOR FILOMENA

Certamente no. La porta di strada  ben chiusa. Il signor Maurizio dovr
picchiare.

ROSALIA

_(timida)_ Picchier tre volte, come al solito. Mi ha avvertito apposta
di non aprire se non sento i tre colpi alla porta.

CLAUDIA

_(che non l'aveva vista)_ Perch sei qui anche tu?

ROSALIA

 il signor Maurizio che m'ha fatto chiamare. Ha voluto che Teresina se
ne andasse a casa. La poveretta cascava dal sonno.

CLAUDIA

Non voglio tanti guardiani! Va via! _(Quasi con asprezza)_ Tu hai i tuoi
figli che ti aspettano.

ROSALIA

Dormono tutti, signora bella.

CLAUDIA

_(pi dolcemente)_ Non di pi latte al piccino?

ROSALIA

S, ma lui dorme come gli altri, adesso.  cos tranquillo!

CLAUDIA

_(di nuovo con asprezza)_ Va via!

ROSALIA

_(rassegnata, obbediente, fa qualche passo verso il fondo. Indi, si
volta. Ha gli sguardi imploranti.)_

CLAUDIA

Vieni qua....

ROSALIA

_(le si avvicina, con le lacrime agli occhi)_ Signora bella!

CLAUDIA

_(prendendole le mani)_ Grazie, mia Rosalia! Lo so che vorresti
aiutarmi. Ma che puoi fare tu per me? Che puoi fare?

ROSALIA

Voi non volete che io resti qui, e non ci rester. Passo un momento per
casa mia e poi andr a pregare in chiesa. E sar meglio. La chiesa
dev'essere gi aperta, perch si apre ogni giorno un'ora prima
dell'alba. Io ci entrer ginocchioni, signora bella, e bacer la polvere
della terra e la bagner di lacrime finch avr occhi per piangere, e
alla nostra Madonna dir ancora con le parole e con l'anima tutto quello
che sapr dire, come se fosse per me stessa e per i figli miei!

CLAUDIA

_(impressionata, affettuosamente confidenziale)_ E che speri tu?

ROSALIA

 lei che ha salvata la vita di tante mamme!

CLAUDIA

La mia, pur troppo, non corre pi nessun pericolo, Rosalia!

ROSALIA

 lei che ha salvata la vita di tanti figli!

CLAUDIA

Quando erano gi nati!

ROSALIA

 lei che far per voi il pi grande miracolo suo!

CLAUDIA

_(esaltandosi ad un tratto pazzamente)_ Ah s.... Il pi grande! Il pi
grande! Lo spero anch'io. Lo spero perch lo voglio.  vero,  vero,
Rosalia!  vero!... Tu puoi aiutarmi. Tu sola, tu sola puoi! Va, va a
pregare per me.... Va a pregare per me! _(La sospinge verso il fondo. --
L'abbraccia e la bacia.)_

ROSALIA

    _(esce.)_


SCENA II.

SUOR FILOMENA _e_ CLAUDIA.


SUOR FILOMENA

_(quasi immobile nella sua serenit semplice, osserva tutto e contempla
Claudia con intensit indagatrice.)_

CLAUDIA

_(diritta, con le braccia penzoloni, abbandonate nelle lunghe maniche
che le nascondono le mani, si aggira lenta per la camera, guardando
intorno come se cercasse qualche cosa. A un punto, si ferma, e, torcendo
il collo, fissa gli sguardi sul pozzo, che nella oscurit biancheggia
appena, come una tomba. Indi, con dissimulazione, distoglie dal pozzo
gli sguardi e si rivolge alla monaca con la voce tremante di palpiti)_
Suor Filomena....

SUOR FILOMENA

Signora....

CLAUDIA

Vorrei riposare.

SUOR FILOMENA

Vi gioverebbe.

CLAUDIA

Compiacetevi di prepararmi il letto.

SUOR FILOMENA

 gi preparato.

CLAUDIA

Allora... vi prego.... Precedetemi.... Aprite le finestre.... Fate
entrare dell'aria.... L dentro non si poteva respirare....

SUOR FILOMENA

_(impallidisce. Ma non un passo, non un gesto.)_

CLAUDIA

Suor Filomena! Non mi avete udito?

SUOR FILOMENA

S.

CLAUDIA

Ebbene?

SUOR FILOMENA

_(con accento mite, ma fermo)_ Io non vi lascio sola, signora.

CLAUDIA

Per un istante....

SUOR FILOMENA

Io non vi lascio sola! _(Si accosta a lei amorosamente)_ Mettetevi a
letto, signora Claudia.

CLAUDIA

_(cupamente)_ No! _(Poi, con dolcezza, come per impietosirla)_ Non
volete concedermi un poco di libert?

SUOR FILOMENA

Non devo.

CLAUDIA

Siete il mio carceriere?

SUOR FILOMENA

Sono la vostra infermiera.

CLAUDIA

Se foste la mia amica!...

SUOR FILOMENA

Sono la vostra amica, anche.

CLAUDIA

Non  vero.

SUOR FILOMENA

Perch?

CLAUDIA

Perch non sapete... non potete sapere!

SUOR FILOMENA

Io so quanto mi basta per esservi amica.

CLAUDIA

Non potete sapere!

SUOR FILOMENA

Io so che l, nell'ombra, quel pozzo vi attira come un rifugio, come un
asilo di salvezza. So che in questo momento un solo pensiero vi possiede
e v'invade tutta, ed  il pensiero di sottrarvi al martirio!...

CLAUDIA

Ma non  concesso a voi di misurare l'immensit di questo martirio!

SUOR FILOMENA

Nei panni dell'umile suora che vi sta davanti c' una donna, signora; e
sono i suoi dolori di donna, i suoi dolori pi profondi e pi umani che
hanno dato alla povera suora il privilegio di comprendere e soccorrere i
dolori altrui.

CLAUDIA

Voi, dunque, mi comprendete?

SUOR FILOMENA

S.

CLAUDIA

Mi comprendete e m'impedite di morire?!

SUOR FILOMENA

S.

CLAUDIA

E quale soccorso mi offrite?

SUOR FILOMENA

Nessun soccorso. Vi offro soltanto l'esempio di chi, probabilmente, ha
sognato come voi, di chi, come voi, avr visto svanire fra le miserie
del mondo i suoi sogni pi belli!

CLAUDIA

_(prorompendo)_ Lo vedete che siete tanto lontana da me?... Non  un
sogno il mio, non  un sogno, ormai.  una realt. Voi non immaginate
neppure quale differenza ci sia tra il sogno che svanisce e la realt,
la realt concreta, materiale, palpitante, che si frantuma nel pi vivo
della vita.

SUOR FILOMENA

Ma se  la morte che invocate!...

CLAUDIA

La morte, la morte appunto, prima che mi si strappi dalle viscere la mia
creatura!...

SUOR FILOMENA

E non sarebbe identica la rinunzia?

CLAUDIA

No, perch la mia creatura verrebbe con me, perch con me morirebbe,
della medesima morte, intendete?, nel medesimo attimo. Neanche Dio me la
potrebbe togliere pi, e nessun possesso di madre sarebbe stato mai pi
vero ed intero di questo! _(La stanchezza e le sofferenze incalzano; ma
ella, con lo sforzo della sua volont indomabile, continua a parlare,
eccitandosi sino alla frenesia.)_ La sentenza pronunziata ieri dai tre
dottori, che vennero qui a torturarmi di nuovo, non era che la conferma
di quella, ben chiara, che per ordine del vecchio Berner era stata da me
letta fino da un mese fa. In questo mese, non mi si  mai sorvegliata
tanto severamente come da ieri vi ostinate a sorvegliarmi voi. Mi
sarebbe riuscito forse facile di sfuggire alla sorveglianza e di
finirla.... E non l'ho fatto. Non l'ho fatto perch, in fondo,
m'illudevo. Mi sembrava di essere ancora abbastanza resistente.... Non
volevo, non volevo convincermi che si nascondesse in me una cos
terribile rovina! Ma, da qualche giorno, mi sento peggio, Suor Filomena,
assai peggio, assai peggio!... Sono persuasa, oramai, che i dottori
hanno ragione. _(Come ossessionata)_ Fra pochi minuti, udremo bussare
alla porta!... Fra pochi minuti, verranno!... Verranno per dilaniarmi il
corpo e l'anima, per impossessarsi di mio figlio, per ucciderlo, per
mettere in salvo la mia vita!... Io sono perduta! Io sono perduta, Suor
Filomena, io sono perduta se voi non mi lasciate morire!

SUOR FILOMENA

Dio mio, datemi il potere di combattere contro questa sventurata!

CLAUDIA

_(gettandosi ai suoi piedi e a poco a poco lacrimando in una fiduciosa
effusione di dolore)_ Chiedetegli, chiedetegli piuttosto l'ispirazione,
il consiglio della carit che io chiedo a voi. Vi giuro di non esserne
indegna. Non sono stata una perversa, non ho veramente sentito odio per
chi mi ha tradita, non ho invidiato, non ho peccato nemmeno nei sensi,
perch l'amore per l'amore non l'ho conosciuto.... Pensate che il
condannarmi a vivere sarebbe una crudelt senza confronti! Io non vi
dico di restare qui a vedermi morire... no, no!... Lo so che questo non
 possibile.... Allontanatevi, dunque.... Io dichiarer in iscritto di
avervi ingannata.... Dichiarer di esservi sfuggita.... Implorer il
vostro perdono.... E lo imploro anche adesso, anche adesso per le
torture che infliggo alla vostra coscienza.... Ma rispondetemi...
rispondetemi.... Commovetevi per me.... Non siate cos spietata!... Non
siate cos inesorabile!

SUOR FILOMENA

_(con desolazione)_ Io sono custode d'una legge che impone a noi mortali
di non disporre della nostra vita.

CLAUDIA

 della vita di mio figlio che io voglio disporre per impedire che ne
dispongano gli altri!

SUOR FILOMENA

 la stessa legge divina, mia povera martire, che non ve lo consente.

CLAUDIA

_(drizzandosi impetuosa in un repentino risveglio di energia)_ Ma chi
siete voi che credete d'intendere la legge divina? Essa  tutta qui,
qui, nel mio sangue, nella mia carne.... Io la sento! Io la sento!...
Essa mi sostiene... essa mi protegge... essa mi rende cos forte che
nessuno in questo momento  pi forte di me! _(Si slancia verso il
fondo.)_

SUOR FILOMENA

_(Sulla soglia, le sbarra il cammino con le braccia spalancate,
disegnando, nella penombra, la sagoma della croce)_ Dio mio, datemi il
potere di combattere contro questa sventurata!

CLAUDIA

Suor Filomena, io vi abbatter se voi non mi lasciate passare!

SUOR FILOMENA

Sono forte e protetta anch'io, mia povera martire.

CLAUDIA

_(va fino a lei con le mani protese e minacciose. Non osa toccarla.
Retrocede. Si agita qualche istante per la camera, fremendo e
dibattendosi come in un delirio di ferocia. Si arresta col capo
arrovesciato in un atto d'invocazione e di volont suprema, e rocamente
ruggisce:)_ Il mio stesso male mi aiuter! _(Poi, con un grido
trionfale:)_ Sono io che posso ancora tutto! _(Si getta a terra bocconi,
disperatamente.)_

SUOR FILOMENA

_(dando un urlo di terrore, accorre. Si china su lei, le solleva la
fronte, la chiama:)_ Signora Claudia! Signora Claudia!... Signora
Claudia!...

CLAUDIA

Silenzio!...  la morte.

SUOR FILOMENA

_(silenziosamente la guarda.)_

    _(L'Alba)_

CLAUDIA

_(sostenuta da Suor Filomena, erge un poco il torace. Boccheggia. Le
linee del volto si contorcono dolorosamente, ma i suoi occhi paiono
limpidi in una espressione di gioia.)_ Ho vinto!... _(Incrocia e stringe
le braccia sul petto.)_ Con me.... Con me.... _(Abbandona il capo. --
Muore.)_

SUOR FILOMENA

_(volgendo gli sguardi al cielo, serenamente)_ Accogliete, Signore,
queste due anime....

    _(Tre colpi alla porta di strada.)_

    _(Sipario.)_





Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, cos come le
grafie alternative (subito/sbito e simili), correggendo senza
annotazione minimi errori tipografici.





End of the Project Gutenberg EBook of Maternit, by Roberto Bracco

*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK MATERNIT ***

***** This file should be named 43260-8.txt or 43260-8.zip *****
This and all associated files of various formats will be found in:
        http://www.gutenberg.org/4/3/2/6/43260/

Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online
Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This
file was produced from images generously made available
by The Internet Archive)


Updated editions will replace the previous one--the old editions
will be renamed.

Creating the works from public domain print editions means that no
one owns a United States copyright in these works, so the Foundation
(and you!) can copy and distribute it in the United States without
permission and without paying copyright royalties.  Special rules,
set forth in the General Terms of Use part of this license, apply to
copying and distributing Project Gutenberg-tm electronic works to
protect the PROJECT GUTENBERG-tm concept and trademark.  Project
Gutenberg is a registered trademark, and may not be used if you
charge for the eBooks, unless you receive specific permission.  If you
do not charge anything for copies of this eBook, complying with the
rules is very easy.  You may use this eBook for nearly any purpose
such as creation of derivative works, reports, performances and
research.  They may be modified and printed and given away--you may do
practically ANYTHING with public domain eBooks.  Redistribution is
subject to the trademark license, especially commercial
redistribution.



*** START: FULL LICENSE ***

THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE
PLEASE READ THIS BEFORE YOU DISTRIBUTE OR USE THIS WORK

To protect the Project Gutenberg-tm mission of promoting the free
distribution of electronic works, by using or distributing this work
(or any other work associated in any way with the phrase "Project
Gutenberg"), you agree to comply with all the terms of the Full Project
Gutenberg-tm License available with this file or online at
  www.gutenberg.org/license.


Section 1.  General Terms of Use and Redistributing Project Gutenberg-tm
electronic works

1.A.  By reading or using any part of this Project Gutenberg-tm
electronic work, you indicate that you have read, understand, agree to
and accept all the terms of this license and intellectual property
(trademark/copyright) agreement.  If you do not agree to abide by all
the terms of this agreement, you must cease using and return or destroy
all copies of Project Gutenberg-tm electronic works in your possession.
If you paid a fee for obtaining a copy of or access to a Project
Gutenberg-tm electronic work and you do not agree to be bound by the
terms of this agreement, you may obtain a refund from the person or
entity to whom you paid the fee as set forth in paragraph 1.E.8.

1.B.  "Project Gutenberg" is a registered trademark.  It may only be
used on or associated in any way with an electronic work by people who
agree to be bound by the terms of this agreement.  There are a few
things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works
even without complying with the full terms of this agreement.  See
paragraph 1.C below.  There are a lot of things you can do with Project
Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement
and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic
works.  See paragraph 1.E below.

1.C.  The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the Foundation"
or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project
Gutenberg-tm electronic works.  Nearly all the individual works in the
collection are in the public domain in the United States.  If an
individual work is in the public domain in the United States and you are
located in the United States, we do not claim a right to prevent you from
copying, distributing, performing, displaying or creating derivative
works based on the work as long as all references to Project Gutenberg
are removed.  Of course, we hope that you will support the Project
Gutenberg-tm mission of promoting free access to electronic works by
freely sharing Project Gutenberg-tm works in compliance with the terms of
this agreement for keeping the Project Gutenberg-tm name associated with
the work.  You can easily comply with the terms of this agreement by
keeping this work in the same format with its attached full Project
Gutenberg-tm License when you share it without charge with others.

1.D.  The copyright laws of the place where you are located also govern
what you can do with this work.  Copyright laws in most countries are in
a constant state of change.  If you are outside the United States, check
the laws of your country in addition to the terms of this agreement
before downloading, copying, displaying, performing, distributing or
creating derivative works based on this work or any other Project
Gutenberg-tm work.  The Foundation makes no representations concerning
the copyright status of any work in any country outside the United
States.

1.E.  Unless you have removed all references to Project Gutenberg:

1.E.1.  The following sentence, with active links to, or other immediate
access to, the full Project Gutenberg-tm License must appear prominently
whenever any copy of a Project Gutenberg-tm work (any work on which the
phrase "Project Gutenberg" appears, or with which the phrase "Project
Gutenberg" is associated) is accessed, displayed, performed, viewed,
copied or distributed:

This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
almost no restrictions whatsoever.  You may copy it, give it away or
re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
with this eBook or online at www.gutenberg.org

1.E.2.  If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is derived
from the public domain (does not contain a notice indicating that it is
posted with permission of the copyright holder), the work can be copied
and distributed to anyone in the United States without paying any fees
or charges.  If you are redistributing or providing access to a work
with the phrase "Project Gutenberg" associated with or appearing on the
work, you must comply either with the requirements of paragraphs 1.E.1
through 1.E.7 or obtain permission for the use of the work and the
Project Gutenberg-tm trademark as set forth in paragraphs 1.E.8 or
1.E.9.

1.E.3.  If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is posted
with the permission of the copyright holder, your use and distribution
must comply with both paragraphs 1.E.1 through 1.E.7 and any additional
terms imposed by the copyright holder.  Additional terms will be linked
to the Project Gutenberg-tm License for all works posted with the
permission of the copyright holder found at the beginning of this work.

1.E.4.  Do not unlink or detach or remove the full Project Gutenberg-tm
License terms from this work, or any files containing a part of this
work or any other work associated with Project Gutenberg-tm.

1.E.5.  Do not copy, display, perform, distribute or redistribute this
electronic work, or any part of this electronic work, without
prominently displaying the sentence set forth in paragraph 1.E.1 with
active links or immediate access to the full terms of the Project
Gutenberg-tm License.

1.E.6.  You may convert to and distribute this work in any binary,
compressed, marked up, nonproprietary or proprietary form, including any
word processing or hypertext form.  However, if you provide access to or
distribute copies of a Project Gutenberg-tm work in a format other than
"Plain Vanilla ASCII" or other format used in the official version
posted on the official Project Gutenberg-tm web site (www.gutenberg.org),
you must, at no additional cost, fee or expense to the user, provide a
copy, a means of exporting a copy, or a means of obtaining a copy upon
request, of the work in its original "Plain Vanilla ASCII" or other
form.  Any alternate format must include the full Project Gutenberg-tm
License as specified in paragraph 1.E.1.

1.E.7.  Do not charge a fee for access to, viewing, displaying,
performing, copying or distributing any Project Gutenberg-tm works
unless you comply with paragraph 1.E.8 or 1.E.9.

1.E.8.  You may charge a reasonable fee for copies of or providing
access to or distributing Project Gutenberg-tm electronic works provided
that

- You pay a royalty fee of 20% of the gross profits you derive from
     the use of Project Gutenberg-tm works calculated using the method
     you already use to calculate your applicable taxes.  The fee is
     owed to the owner of the Project Gutenberg-tm trademark, but he
     has agreed to donate royalties under this paragraph to the
     Project Gutenberg Literary Archive Foundation.  Royalty payments
     must be paid within 60 days following each date on which you
     prepare (or are legally required to prepare) your periodic tax
     returns.  Royalty payments should be clearly marked as such and
     sent to the Project Gutenberg Literary Archive Foundation at the
     address specified in Section 4, "Information about donations to
     the Project Gutenberg Literary Archive Foundation."

- You provide a full refund of any money paid by a user who notifies
     you in writing (or by e-mail) within 30 days of receipt that s/he
     does not agree to the terms of the full Project Gutenberg-tm
     License.  You must require such a user to return or
     destroy all copies of the works possessed in a physical medium
     and discontinue all use of and all access to other copies of
     Project Gutenberg-tm works.

- You provide, in accordance with paragraph 1.F.3, a full refund of any
     money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the
     electronic work is discovered and reported to you within 90 days
     of receipt of the work.

- You comply with all other terms of this agreement for free
     distribution of Project Gutenberg-tm works.

1.E.9.  If you wish to charge a fee or distribute a Project Gutenberg-tm
electronic work or group of works on different terms than are set
forth in this agreement, you must obtain permission in writing from
both the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and Michael
Hart, the owner of the Project Gutenberg-tm trademark.  Contact the
Foundation as set forth in Section 3 below.

1.F.

1.F.1.  Project Gutenberg volunteers and employees expend considerable
effort to identify, do copyright research on, transcribe and proofread
public domain works in creating the Project Gutenberg-tm
collection.  Despite these efforts, Project Gutenberg-tm electronic
works, and the medium on which they may be stored, may contain
"Defects," such as, but not limited to, incomplete, inaccurate or
corrupt data, transcription errors, a copyright or other intellectual
property infringement, a defective or damaged disk or other medium, a
computer virus, or computer codes that damage or cannot be read by
your equipment.

1.F.2.  LIMITED WARRANTY, DISCLAIMER OF DAMAGES - Except for the "Right
of Replacement or Refund" described in paragraph 1.F.3, the Project
Gutenberg Literary Archive Foundation, the owner of the Project
Gutenberg-tm trademark, and any other party distributing a Project
Gutenberg-tm electronic work under this agreement, disclaim all
liability to you for damages, costs and expenses, including legal
fees.  YOU AGREE THAT YOU HAVE NO REMEDIES FOR NEGLIGENCE, STRICT
LIABILITY, BREACH OF WARRANTY OR BREACH OF CONTRACT EXCEPT THOSE
PROVIDED IN PARAGRAPH 1.F.3.  YOU AGREE THAT THE FOUNDATION, THE
TRADEMARK OWNER, AND ANY DISTRIBUTOR UNDER THIS AGREEMENT WILL NOT BE
LIABLE TO YOU FOR ACTUAL, DIRECT, INDIRECT, CONSEQUENTIAL, PUNITIVE OR
INCIDENTAL DAMAGES EVEN IF YOU GIVE NOTICE OF THE POSSIBILITY OF SUCH
DAMAGE.

1.F.3.  LIMITED RIGHT OF REPLACEMENT OR REFUND - If you discover a
defect in this electronic work within 90 days of receiving it, you can
receive a refund of the money (if any) you paid for it by sending a
written explanation to the person you received the work from.  If you
received the work on a physical medium, you must return the medium with
your written explanation.  The person or entity that provided you with
the defective work may elect to provide a replacement copy in lieu of a
refund.  If you received the work electronically, the person or entity
providing it to you may choose to give you a second opportunity to
receive the work electronically in lieu of a refund.  If the second copy
is also defective, you may demand a refund in writing without further
opportunities to fix the problem.

1.F.4.  Except for the limited right of replacement or refund set forth
in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS', WITH NO OTHER
WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT LIMITED TO
WARRANTIES OF MERCHANTABILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE.

1.F.5.  Some states do not allow disclaimers of certain implied
warranties or the exclusion or limitation of certain types of damages.
If any disclaimer or limitation set forth in this agreement violates the
law of the state applicable to this agreement, the agreement shall be
interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by
the applicable state law.  The invalidity or unenforceability of any
provision of this agreement shall not void the remaining provisions.

1.F.6.  INDEMNITY - You agree to indemnify and hold the Foundation, the
trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone
providing copies of Project Gutenberg-tm electronic works in accordance
with this agreement, and any volunteers associated with the production,
promotion and distribution of Project Gutenberg-tm electronic works,
harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees,
that arise directly or indirectly from any of the following which you do
or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.


Section  2.  Information about the Mission of Project Gutenberg-tm

Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
electronic works in formats readable by the widest variety of computers
including obsolete, old, middle-aged and new computers.  It exists
because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
people in all walks of life.

Volunteers and financial support to provide volunteers with the
assistance they need are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
remain freely available for generations to come.  In 2001, the Project
Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
and the Foundation information page at www.gutenberg.org


Section 3.  Information about the Project Gutenberg Literary Archive
Foundation

The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
Revenue Service.  The Foundation's EIN or federal tax identification
number is 64-6221541.  Contributions to the Project Gutenberg
Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
permitted by U.S. federal laws and your state's laws.

The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
throughout numerous locations.  Its business office is located at 809
North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887.  Email
contact links and up to date contact information can be found at the
Foundation's web site and official page at www.gutenberg.org/contact

For additional contact information:
     Dr. Gregory B. Newby
     Chief Executive and Director
     gbnewby@pglaf.org

Section 4.  Information about Donations to the Project Gutenberg
Literary Archive Foundation

Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
spread public support and donations to carry out its mission of
increasing the number of public domain and licensed works that can be
freely distributed in machine readable form accessible by the widest
array of equipment including outdated equipment.  Many small donations
($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
status with the IRS.

The Foundation is committed to complying with the laws regulating
charities and charitable donations in all 50 states of the United
States.  Compliance requirements are not uniform and it takes a
considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
with these requirements.  We do not solicit donations in locations
where we have not received written confirmation of compliance.  To
SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
particular state visit www.gutenberg.org/donate

While we cannot and do not solicit contributions from states where we
have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
against accepting unsolicited donations from donors in such states who
approach us with offers to donate.

International donations are gratefully accepted, but we cannot make
any statements concerning tax treatment of donations received from
outside the United States.  U.S. laws alone swamp our small staff.

Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
methods and addresses.  Donations are accepted in a number of other
ways including checks, online payments and credit card donations.
To donate, please visit:  www.gutenberg.org/donate


Section 5.  General Information About Project Gutenberg-tm electronic
works.

Professor Michael S. Hart was the originator of the Project Gutenberg-tm
concept of a library of electronic works that could be freely shared
with anyone.  For forty years, he produced and distributed Project
Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.

Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
unless a copyright notice is included.  Thus, we do not necessarily
keep eBooks in compliance with any particular paper edition.

Most people start at our Web site which has the main PG search facility:

     www.gutenberg.org

This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.

